13.9 C
Belluno
martedì, Ottobre 27, 2020
Home Lavoro, Economia, Turismo La relazione della presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton al...

La relazione della presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton al Tetaro Comunale

Lorraine Berton

Belluno, 28 gennaio 2020  –  Ecco la relazione della presidente Lorraine Berton all’Assemblea Generale 2020 di Confindustria Belluno Dolomiti che si è tenuta nel pomeriggio di oggi al Teatro comunale di Belluno.

“Un momento importante per riflettere insieme sul futuro economico e sociale della nostra provincia, anche in vista degli eventi sportivi dei prossimi anni: le finali di Coppa del Mondo, i Mondiali di Sci Alpino e i Giochi Olimpici Invernali Milano – Cortina del 2026.
I grandi appuntamenti internazionali, che avranno in Cortina d’Ampezzo la capitale, garantiranno al nostro territorio una rinnovata visibilità in Italia e all’estero.
Ma Belluno si è ricavata un ruolo nazionale anche grazie ad alcune iniziative strategiche della nostra Associazione, subito sposate e sostenute dal Presidente degli industriali Vincenzo Boccia e dal suo Consiglio di Presidenza, che ringrazio.
Ricordo, innanzitutto, l’idea di creare, dentro il sistema confindustriale, quella rete che abbiamo chiamato “Confindustria per la Montagna”, lanciata nel marzo del 2018 – con lungimiranza – proprio a Cortina d’Ampezzo.
Per la prima volta l’Associazione, a livello nazionale, è scesa ufficialmente in campo per sostenere le Terre Alte, con la convinzione che questo sia un tema strategico per lo sviluppo del Paese.
A seguito di questa iniziativa, il Governo ha convocato gli “Stati Generali della Montagna”, riunendo tutti gli attori e cercando di condividere politiche concrete da attuare a favore di questi territori, che non possono essere lasciati ai margini dello sviluppo. A fine gennaio saremo nuovamente a Roma dal Ministro Francesco Boccia per riprendere il percorso interrotto, con l’auspicio che al confronto seguano finalmente azioni concrete.
Confindustria Belluno Dolomiti continuerà a svolgere, con determinazione, un ruolo attivo, nell’interesse di tutta la montagna italiana.
Di valenza storica è la decisione della Luiss Business School di aprire a Belluno la sua terza sede, dopo quelle di Roma e Milano.
L’Hub Veneto delle Dolomiti sarà un punto di riferimento per i nostri giovani, per le nostre imprese e per l’intero Nord Est. E ci permetterà di entrare in una rete di eccellenza internazionale dell’alta formazione, come confermato anche dalla recente acquisizione dell’Amsterdam Fashion Accademy.
Per questo devo ringraziare: il Presidente Boccia, il Presidente Abete e il Direttore Boccardelli.
Questa scelta è il riconoscimento a uno dei tessuti industriali più importanti del Paese e cambierà in meglio il volto del capoluogo e dell’intera provincia.
E’ un risultato che abbiamo perseguito con forza e raggiunto giocando di squadra, pubblico e privato insieme.
Questo HUB dovrà essere inoltre la base sulla quale costruire un progetto ancora più ambizioso, che metta in rete tutti i poli di eccellenza dell’innovazione, dell’alta formazione e della ricerca che operano nello spazio alpino compreso tra il Trentino Alto Adige, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.
Una “Dolomiti Innovation Valley” che possa essere attrattiva per i talenti e i capitali, e contrastare così lo spopolamento della montagna.
La presenza della Luiss a Belluno avrà ricadute enormi per la nostra provincia.
Per tutte le Terre Alte è un segnale immenso: significa che queste aree non sono affatto condannate alla marginalità.
Abbiamo dimostrato che è possibile progettare e costruire il futuro, anche con idee e proposte che, all’inizio, possono apparire perfino folli.
“Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni” – come disse Eleanor Roosevelt.
Dopo i Mondiali di Sci Alpino del 2021, le Olimpiadi Invernali del 2026 sono un altro sogno bellissimo che è diventato realtà, grazie anche a lei Presidente Zaia.
Anche in quest’ambito, intendiamo giocare un ruolo da protagonisti, nella convinzione che i grandi eventi sportivi siano un volano di crescita per le economie dei territori.
Con il presidente Boccia abbiamo perciò istituito un Gruppo Tecnico “Sport e Grandi Eventi”, perché queste manifestazioni rappresenteranno un’opportunità storica.
Per il Bellunese, in particolare, sono un’occasione unica per rendere il territorio più competitivo, attrattivo, accessibile, bello e facile da vivere.
Abbiamo davanti anni intensi: c’è una promozione integrata da creare, lo scatto in avanti del sistema turismo, lo studio di una mobilità efficace che ci colleghi ai grandi aeroporti e alle principali direttrici europee.
C’è un futuro da pensare e costruire insieme, avendo ben presente il tema della sostenibilità.
La crescente attenzione delle giovani generazioni verso l’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici deve essere vista non solo come una nuova opportunità di business, ma soprattutto come un forte richiamo al nostro senso di
responsabilità: dobbiamo immaginare, già da ora, modelli di sviluppo alternativi, che possono trovare proprio nelle zone montane gli spazi per essere sperimentati, generando una nuova crescita.
In tal senso, con il nostro consorzio in materia ambientale CIPA, stiamo lavorando a un importante progetto di economia circolare, che ha già interessato le più grandi aziende del distretto.
C’è ovviamente un filo che unisce tutto questo in una visione ben chiara del nostro futuro: viviamo in un’epoca di profondi mutamenti, con grandi sfide e grandi opportunità.
Sappiamo che la globalizzazione e le trasformazioni tecnologiche stanno ridisegnando la geografia economica, concentrando in poche aree, prevalentemente urbane, competenze e innovazione, ovvero gli ingredienti
decisivi per la crescita economica e sociale dei prossimi decenni.
Nelle ultime settimane, in Veneto, si è riaperto il dibattito sulla necessità di dar vita a un’ampia area metropolitana per non assistere passivamente allo spostamento del baricentro economico.
E’ un’idea strategica che condividiamo, ma con una premessa ben chiara: le nostre bellissime montagne NON possono e NON devono più essere “luoghi che non contano”, dove la nostalgia prevale sulla speranza e il
rancore sulla fiducia.
La ricchezza del patrimonio ambientale, storico e culturale, il saper fare e il senso di comunità, l’attenzione alla bellezza e alla qualità sono un insieme di valori e risorse capaci di generare modelli di crescita diversi e complementari a quelli delle grandi città.
Qualsiasi progetto di città metropolitana veneta NON potrà dunque prescindere dalla creazione di un sistema “metro-montano”. Ricco di flussi, processi e relazioni che vanno necessariamente governate.
Prima ancora, però, dobbiamo superare quei luoghi comuni sulla montagna come “parco giochi” o “riserva indiana” che purtroppo condizionano le decisioni di politici e burocrati, spesso con il sostegno di ambientalisti da salotto e contro la volontà delle comunità locali.
In tal senso, è emblematico il caso degli assurdi vincoli in Comelico, dove un’intera valle rischia di morire soffocata dall’arroganza di chi decide sulla pelle della gente di montagna.
Dobbiamo inoltre cancellare quel pregiudizio che vede negli spazi urbani i luoghi esclusivi del dinamismo economico e dell’innovazione. Non è così.
E non lasceremo che sia così.
Tra queste montagne patrimonio dell’umanità c’è un tessuto industriale tra i più importanti del mondo, con aziende leader: multinazionali, piccole e medie imprese che sono riuscite a ricavarsi spazi, enormi nicchie e nicchie importanti di mercato in settori diversi.
Clivet, EPTA-Costan, De Rigo, Dixell, Eliwell, Faloria, Fedon, Gatto Astucci, Giorik, Ista, Lattebusche, Luxottica, Manifattura Valcismon, Marchon, Marcolin, Meccanostampi, Pramaor, Sinteco, senza dimenticare Errebi, Galvalux, Hydro, Imap, Impianti Falcade, Nuova Procond, Pandolfo Alluminio, Piave Maitex, Sàfilo, Sicet, Sofma, Sosvi, Thelios, Tofana, Unifarco, Technowrapp, Vitec-Manfrotto …
Solo per citarne alcune… … queste e tante altre aziende sono un vero patrimonio delle nostre comunità, guidate da imprenditori e manager illuminati e – lasciatemi dire – eroici… perché fare impresa qui è una sfida tutta in salita, dove i costi e le difficoltà sono maggiori rispetto alla pianura.
Penso, innanzitutto, alle infrastrutture: alle strade, alla ferrovia, alla banda larga. Non è con le vuote parole o i proclami elettorali che si contrasta lo spopolamento delle nostre montagne.
In un mondo che corre e che ci obbliga a essere sempre più competitivi non possiamo più viaggiare e sportarci come nell’Ottocento.
Serve una programmazione seria, che faccia sue le richieste già avanzate in maniera unitaria dal Tavolo provinciale delle Infrastrutture: sistemazione della viabilità ordinaria, manutenzione del territorio, banda larga e il vitale sbocco a Nord…
Senza collegamenti adeguati, il declino sarà inevitabile, anche sotto la stella dei Giochi Olimpici.
Su tutti questi temi, chiediamo alle istituzioni attenzione, coraggio, rispetto e senso di responsabilità.
Bisogna uscire dalle logiche miopi, dal campanilismo e dall’ossessione per il consenso, per fare scelte chiare e coerenti con un’idea di sviluppo.
Con una visione del nostro futuro.
Al Governo chiediamo una politica industriale degna di questo nome.
Le maggioranze cambiano, ma le misure restano inadeguate, se non addirittura deleterie.
Basti pensare a “Quota 100” o al reddito di cittadinanza.
L’Italia è la seconda manifattura d’Europa, ma è tristemente in coda alle classifiche internazionali sulla crescita.
È dal 2016 che, come Confindustria, indichiamo in più crescita, meno deficit e meno debito pubblico i tre capisaldi di una politica economica capace di rimettere in moto il Paese tenendo i conti sotto controllo.
È prioritario abbattere il cuneo fiscale per aumentare le retribuzioni nette dei lavoratori e diminuire il costo per le imprese… quello che è stato annunciato non ci soddisfa.
Importante è anche una riforma complessiva del sistema delle autonomie locali, nel rispetto di quel principio di sussidiarietà troppo spesso dimenticato.
Basta con i proclami e gli annunci buoni per ogni tornata elettorale.
“Politica vuol dire realizzare”, come disse Alcide de Gasperi, uno degli ultimi grandi statisti di questo Paese, padre di quell’Europa unita che deve rimanere un patrimonio da tramandare anche alle generazioni future.
NOI continueremo ad essere un interlocutore serio, propositivo e pragmatico.
Abbiamo realizzato progetti concreti, a vantaggio delle imprese e della provincia nel suo insieme, a conferma dell’importanza dei corpi intermedi, troppo spesso non ascoltati.
Dobbiamo puntare sui fattori strategici dell’economia del XXI secolo: innovazione, sostenibilità, competenze.
Sta a noi, e a voi, lavorare per una nuova centralità delle Terre Alte, dove sono massimi quei valori ambientali e culturali che riempiono di significati anche le produzioni delle nostre imprese.
Una montagna che vuole vivere e non sopravvivere.
Forte delle sue aziende, della sua gente, del suo profondo senso civico.
Belluno è tra le province con una più elevata qualità della vita, anche grazie ai minimi livelli di criminalità.
Ma le recenti indagini sulle infiltrazioni mafiose in Veneto non possono lasciarci indifferenti, anche pensando alle grandi manifestazioni sportive del prossimo futuro.
E qui saluto e ringrazio Mauro Esposito, oggi tra noi: la sua storia di coraggio e di ribellione deve essere da esempio e monito per tutti noi.
Come sistema industriale Bellunese, saremo attenti al disagio sociale e alle situazioni di crisi che oggi viviamo anche nelle imprese, agiremo all’insegna della massima inclusività e nel rispetto di tutte le diversità.
Anche per questo, mi sia concesso ricordare quanto questa provincia sia sempre più rosa.
Penso al nuovo Prefetto, al nuovo Questore e alla sua Vice.
Penso alle tante colleghe che fanno impresa e penso alla manodopera femminile che nel Bellunese è sempre stata molto più alta che altrove.
L’occhialeria, del resto, è cresciuta anche grazie alla dedizione, ai sacrifici e al lavoro sapiente delle nostre mamme e delle nostre nonne.
A loro va oggi il mio pensiero.
Ma va anche alle donne di domani.
Alle “bambine ribelli” che sapranno farsi strada nella vita professionale e privata.
Vorrei chiudere il mio intervento con una frase tratta proprio da quel bellissimo libro sulle bambine ribelli, che rivolgo in particolare alle studentesse e agli studenti oggi qui presenti:
“Ricordatevi sempre che se dovete scegliere tra una strada facile e una difficile, di solito quella difficile è molto più divertente”.
Non abbiate paura”.

Share
- Advertisment -


Popolari

Concorso per geometra e per vigile al Comune di Pedavena

È indetto un concorso pubblico per l'assunzione a tempo indeterminato e pieno di un istruttore tecnico categoria C1 presso l’Area Tecnica del Comune di...

In corso di attivazione l’ospedale di Comunità di Agordo

Al via l’attivazione di un “Ospedale di Comunità” all’interno del presidio di Agordo. L’Ulss Dolomiti sta predisponendo in questi giorni il nuovo piano di emergenza...

Annullata l’ex tempore di scultura su legno

Annullata l'Ex Tempore di scultura su legno. Il Consorzio Belluno Centro Storico, preso atto dei cambiamenti dell'ultima settimana relativi all'emergenza sanitaria, fa sapere di...

Nessuna violazione al codice deontologico. Archiviata l’accusa di Gidoni al direttore di Bellunopress

Il Consiglio di Disciplina Territoriale dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto, nella riunione del 16 luglio 2020, delibera "il non doversi procedere per il presente...
Share