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Bando distribuzione gas. La replica del sindaco Ivan Minella: “La Stazione appaltante aveva l’obbligo di annullare la gara”

Ivan Minella, consigliere provinciale

Intervengo in merito all’articolo dal titolo “Bando distribuzione gas. Il risveglio dei sindaci che vogliono mantenere lo status quo” pubblicato su Belluno Press il 27 dicembre  a firma di Roberto De Nart al fine di riprendere alcuni degli argomenti affrontati.

Quando si rileva un errore, responsabilità vuole che si agisca per correggerlo tanto più quando si amministra patrimonio pubblico. È quanto hanno fatto i sindaci nel corso dell’assemblea Atem del 19 dicembre quando hanno richiesto, prima ancora di sospendere o annullare la gara, di provvedere alla rettifica del valore del patrimonio pubblico (VIR) da cedere al privato che si aggiudica il servizio di distribuzione per i prossimi 12 anni.

Ho già espresso questo concetto anche nel corso dell’Assemblea Atem del 22 novembre, replicando a chi avrebbe osservato una (presunta) intempestività delle osservazioni avanzate dai Sindaci in merito alla determinazione dei VIR, anticipando di fatto anche il sig. De Nart.
Innanzitutto, evidenzio che la posta in gioco è talmente rilevante (mancano circa 15 milioni) da imporci di scartare a priori l’idea che saremmo fuori tempo massimo.

Dobbiamo poi rispondere ad una semplice domanda: se il Comune X bandisce una gara d’appalto e, cammin facendo, si rende conto che ci sono errori e incongruenze negli atti di gara può sospendere l’iter o annullare la procedura?
La risposta è sì! O meglio “deve” non “può” annullare la gara: è un suo preciso dovere. Ora, nel nostro caso, al posto del Comune X ci siamo tutti noi Comuni dell’Atem e il risultato ovviamente non cambia.

Va anche chiarito che l’errore era stato evidenziato da tempo: già nel mese di ottobre 2018, perciò largamente in tempo per correggere il tiro, la Stazione Appaltante veniva informata del fatto che i prezzi utilizzati per la stima del valore delle reti gas erano errati e che tale incongruenza generava un grave pregiudizio per i comuni proprietari. Per non dire del Comune di Feltre, che aveva sollevato la questione in varie occasioni formali ben prima della pubblicazione del Bando.
Perciò gli amministratori, più che allo status quo, sono fortemente legati alla salvaguardia del valore delle reti gas che è di tutti i bellunesi.

Il Sindaco di Santa Giustina
Ivan Minella

 

Essendo stato chiamato direttamente in causa dal sindaco Minella, segnalo alcuni punti a mio parere rimasti irrisolti e in conflitto con quanto sostenuto sopra dal sindaco.

  • In consiglio comunale di Belluno del 27 dicembre gli ingegneri Valeriani e Romiti di Energas Enginering srl  hanno affermato che tra il 2018 e il 2019 sul tavolo tecnico nessuno ha mai presentato richieste volte ad aggiornare il valore della rete gas da 61 a 75 milioni.
  • Sul “preciso dovere” che avrebbe avuto la Stazione appaltante (ossia il Comune di Belluno) di annullare la gara, io non ho le certezze del sindaco Minella, posto che, sempre secondo quanto riferito dagli ingegneri in consiglio comunale, “a maggio 2019 l’autorità del gas conferma la correttezza delle procedure adottate” come già aveva fatto in precedenza.
  • Per ultimo, mi rimane ancora da capire perché mai Bim Belluno Infrastrutture non abbia partecipato al bando, se aveva così a cuore come dice il sindaco “la salvaguardia del valore delle reti gas che è di tutti i bellunesi”.

Roberto De Nart

 

 

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