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Bando distribuzione gas. Il risveglio dei sindaci che vogliono mantenere lo status quo

Belluno, 27 dicembre 2019 – Se ne è parlato anche oggi pomeriggio in consiglio comunale di Belluno con l’intervento di due tecnici del settore. Gli ingegneri Valeriani e Romiti di Energas Enginering srl, infatti, hanno spiegato la correttezza della procedura adottata dalla stazione appaltante, ossia il Comune di Belluno, nella gara per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas.

L’8 gennaio 2015 inizia l’iter tra il Comune di Belluno e Bim Belluno Infrestrutture spa (società partecipata al 100% dai 65 Comuni bellunesi esclusi Arsié e Lamon) per la determinazione del Vir, il valore industriale della rete del gas. Dopo sei mesi di confronto, il Comune di Belluno e Bim Belluno Infrastrutture, tenuto conto del prezzario della Regione del Veneto, concordano insieme il valore della rete del gas in circa 61 milioni di euro. A gennaio del 2016 tale valore viene confermato dall’autorità di vigilanza del gas. E fino a questo momento sono tutti d’accordo, sindaci, Bim Infrastrutture, e stazione appaltante (Comune di Belluno).
Ma il 22 novembre 2019 c’è il brusco risveglio dei sindaci riuniti in assemblea Atem (Belluno astenuto) che chiedono alla stazione appaltante, ossia al Comune di Belluno, di interrompere la gara per chiarire il valore della rete di distribuzione (il Vir). Perché qualcuno avrebbe ripreso in mano il prezzario della Camera di Commercio di Trento e secondo questa nuova stima il valore della rete del gas sarebbe salito a 75 milioni, 15 in più della cifra concordata da tutti in prima battuta nel 2016.
La gara nel frattempo è andata avanti regolarmente. Tant’è vero che il 10 maggio 2019 il Comune di Belluno comunica ai Comuni dell’Atem l’elenco delle società ammesse alla gara, che sono: 2i Rete Gas spa, Italgas Reti, AP Reti Gas spa, Erogasmet spa.

Attenzione, Bim Belluno Infrastrutture, la società partecipata dei sindaci che oggi vorrebbero fermare e annullare tutto, non si è nemmeno presentata alla gara e qualcuno dovrebbe spiegarci il perché.

Sempre a maggio 2019 l’autorità del gas conferma la correttezza delle procedure adottate.
Va detto, come hanno precisato i tecnici oggi in consiglio comunale, che tra il 2018 e il 2019 sul tavolo tecnico nessuno ha mai presentato richieste volte ad aggiornare il valore della rete gas da 61 a 75 milioni.

Arriviamo al 4 dicembre 2019, le buste vengono aperte: l’offerta migliore è quella di Italgas (che già distribuisce il gas a Feltre), la società che fa parte del colosso Cassa Depositi e Prestiti spa,  controllata per circa l’83% dal Ministero dell’economia e delle finanze e per circa il 16% da diverse fondazioni bancarie.

A questo punto l’atto di aggiudicazione diventa solo una semplice formalità, posto che Italgas ha certamente tutte le carte in regola per gestire il servizio.
Ma il 19 dicembre, i sindaci dell’Ambito territoriale bellunese per il gas naturale, riuniti in assemblea, gli stessi che nel 2015 concordarono attraverso Bim Belluno Infrastrutture e Comune di Belluno l’avvio della gara, adesso votano il ritiro della delega alla stazione appaltante, il Comune di Belluno, per fermare la gara, benché tutto sia stato svolto nel rispetto della normativa e nel rispetto delle procedure.

Cari sindaci, caro Bim Belluno Infrastrutture che non ha nemmeno partecipato alla gara, che prima avevate concordato e oggi contestate, diteci chiaramente che non vi piace la libera concorrenza, l’economia di mercato, e che volete solo mantenere lo status quo.
Roberto De Nart

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