
Passo importante verso la sistemazione definitiva della rete di regimazione delle acque meteoriche nella frazione di Villabruna, interessata in passato – soprattutto nell’area a nord, verso l’abitato di Grum – da degli eventi di criticità idraulica, che hanno causato danni sia ad alcune abitazioni che alle opere pubbliche presenti.
A tale riguardo, dopo l’assemblea pubblica indetta dall’Amministrazione, anche su sollecitazione dei residenti, i proprietari dei fondi interessati si erano impegnati ad intervenire sulla loro area con una serie di opere, mentre l’Amministrazione si attivava per trovare una o più soluzioni definitive per l’allontanamento delle acque. Dopo una prima approvazione del relativo progetto preliminare, avvenuta nel 2017, il Comune ha avviato uno studio approfondito delle problematiche esistenti, anche alla luce di alcuni eventi verificatisi nel corso dell’anno 2018, tenendo conto dei sottoservizi presenti nell’area interessata dai lavori e delle scelte progettuali indicate nel progetto di fattibilità a suo tempo approvato.
In particolare l’Amministrazione ha avviato, in relazione al nuovo progetto – arrivato oggi all’approvazione -, un percorso condiviso con il Comitato frazionale di Villabruna, oltre che con i residenti interessati dalla problematica, rilevando di concerto con essi l’opportunità di andare a modificare parzialmente i tracciati inizialmente previsti.
“Il confronto schietto e a tratti vivace, ma sempre costruttivo, con il Comitato frazionale e con i residenti di Villabruna, ci ha consentito di porre in essere un percorso condiviso, in cui abbiamo cercato di recepire le osservazioni e le richieste degli abitanti”, sottolinea l’assessore alla Gestione del Territorio del Comune di Feltre Adis Zatta. “Questo ci consentirà ora di procedere con tempi più spediti nelle prossime fasi progettuali e autorizzative, per arrivare all’esecuzione delle opere, se non vi saranno altri imprevisti, nel corso del prossimo anno. L’intervento su Villabruna è sicuramente tra i più importanti ed attesi sul fronte della regimazione delle acque meteoriche e del miglioramento della sicurezza sul piano idrogeologico e per questo siamo ora impegnati a seguire tutte le fasi dell’iter con la massima attenzione”, conclude Zatta.
Il progetto prevede un costo complessivo di 500 mila euro, già assegnati, derivanti dalle risorse dei Fondi per i Comuni Confinati.
