
E’ stata presentata su iniziativa dei consiglieri comunali di Belluno, Raffaele Addamiano (Obiettivo Belluno), Luciano Da Pian e Andrea Stella (Lega per Salvini Premier) una mozione per il prossimo consiglio comunale che si riunirà venerdì 29 novembre.
Si tratta di una proposta al consiglio tesa ad ottenere la richiesta alla Direzione dell’U.E.P.E. (Ufficio Esecuzione Penale Esterna) di Venezia, titolare della gestione delle risorse umane e strumentali, affinché si valuti l’opportunità secondo principi di economicità, efficacia ed efficienza, ex art. 97 Costituzione, di permettere ai cittadini bellunesi in carico all’U.E.P.E. di Venezia di usufruire anche della più vicina sede di Treviso e di promuovere, in prospettiva, nell’ottica della cosiddetta Giustizia di prossimità, un’apposita iniziativa al Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità affinché anche a Belluno si verifichi la stessa situazione di quattro Province montane come Bolzano, Trento, Aosta e Cuneo dove sono presenti stabilmente appositi Uffici Locali di Esecuzione Penale Esterna. “Va detto in merito – sottolineano i consiglieri di minoranza – che tale ultima istanza è confortata sia dall’esiguo numero di persone che la costituzione di un neonato, autonomo U.E.P.E. a Belluno richiederebbe (i.e. 3/4 assistenti sociali, 1 funzionario amministrativo e 2 agenti di polizia penitenziaria), sia in ragione delle imminenti assunzioni di 522 funzionari della professionalità di servizio sociale che il Ministero della Giustizia avvierà nel triennio 2019-2021 con prima immissione di circa 300 unità a partire da dicembre 2019”.
La richiesta si inserisce nell’attuale contesto socio-economico della Provincia di Belluno, che come è noto, sta vivendo una fase prolungata di declino demografico e di impoverimento imprenditoriale. E che una delle maggiori criticità di questo fenomeno regressivo è rappresentata dai superiori costi del vivere in montagna rispetto ai contesti urbani di pianura. Tutto ciò, inoltre, è aggravato dalle difficoltà di spostamento nel territorio bellunese, oltre all’assenza di alcuni uffici e servizi pubblici ubicati di norma nelle Province Italiane (vedasi, ad esempio, la Banca d’Italia).
