
E’ successo nel Feltrino all’inizio di quest’anno. Un incaricato alle vendite della Tim chiama il numero fisso di un abbonato “Tim utenza domestica” proponendogli un contratto con cordless gratuito e modem gratuito. L’offerta viene accettata. Solo che a rispondere al telefono non è la signora titolare dell’utenza, ma il figlio. Ciò nonostante il venditore porta a termine ugualmente la vendita. Il pacco con il modem e il cordless arriva a domicilio. E dopo un po’ arriva anche la prima bolletta, con l’importo da pagare che è quasi doppio rispetto al precedente bimestre, perché contiene i costi di acquisto degli apparecchi, quelli che avrebbero dovuto essere gratuiti. La signora scopre quindi che si è trattato di una vendita telefonica e contatta il call center per cercare di annullare il contratto. Ma le sue rimostranze sono inutili e quindi decide di rivolgersi all’associazione “Io mi tutelo”, a difesa dei consumatori.
“Nella prima fase – riferisce Andrea Brumurelli, fondatore dell’Associazione – , la Tim propone una conciliazione con il pagamento della metà della cifra inizialmente richiesta e restituzione senza spese degli apparecchi. Ma la proposta non ci soddisfaceva, poiché la signora non aveva mai richiesto quella merce e il contratto era stato stipulato con il figlio, quindi con persona diversa dal titolare dell’utenza. Un contratto nullo, insomma. Per far valere i diritti della signora e annullare il contratto ci siamo rivolti al Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni, organo dell’Agcom presso il Consiglio regionale del Veneto con sede in ogni provincia) che a settembre di quest’anno ci ha dato ragione.
Abbiamo quindi ottenuto le scuse di Tim, la restituzione gratuita degli apparecchi, la restituzione complessiva delle rate pagate e un indennizzo forfettario di 150 euro”.
