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Il governatore Zaia replica al ministro Boccia sull’autonomia: “Come si fa a chiamare propaganda un testo scritto da eminenti giuristi e costituzionalisti”?

Venezia, 13 settembre 2019  –  “Come si può chiamare propaganda un testo scritto da eminenti giuristi e costituzionalisti come i professori Mario Bertolissi, ordinario di diritto costituzionale dell’università di Padova; Andrea Ambrosi, ordinario di diritto costituzionale regionale di Padova; Giancarlo Pola, ordinario nonché preside della facoltà di economia dell’università di Ferrara; Dario Stevanato, ordinario di diritto tributario all’università di Trieste; Andrea Giovanardi, ordinario di diritto tributario all’università di Trento; Ludovico Mazzarolli, ordinario di diritto pubblico all’università di Udine; fino ad arrivare al professor Luca Antonini, oggi giudice costituzionale?”.
Se lo chiede il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commentando le dichiarazioni rilasciate oggi sull’autonomia dal Ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia.

“Mi dispiace sinceramente – prosegue Zaia – che Boccia, che incontrerò il 23 settembre prossimo, parli ancora di ‘propaganda’, con palese riferimento alla proposta del Veneto, citando come modello quella dell’Emilia Romagna. Niente da dire sulle scelte emiliano-romagnole – aggiunge Zaia – ma Boccia dovrebbe ben sapere che si parla di ‘autonomia differenziata’: se la lingua italiana ha un senso significa che ogni Regione ha diritto a costruirsi un abito su misura per le esigenze dei suoi territori”.

“Con serenità e altrettanto dispiacere – prosegue il Governatore veneto – ricordo a Boccia che questi discorsi li abbiamo sentiti quando si discuteva del nostro referendum; quando i suoi colleghi dicevano le stesse cose: che era propaganda e che non si sarebbe mai fatto. Era il giugno del 2014. Gli ricordo che l’allora premier Renzi lo impugnò di fronte alla Corte Costituzionale e che, nel luglio 2015, la Consulta accolse le ragioni del Veneto e autorizzò l’effettuazione della consultazione popolare”.

“Le dichiarazioni del Ministro – conclude Zaia – richiamano purtroppo il contesto nel quale si vietò ai veneti di votare utilizzando la tessera elettorale ufficiale, tessera che ancora si usa nelle primarie del suo partito politico”.

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