Quinta giornata e ci si addentra nel cuore del festival. Da ieri il borgo di Lago è popolato di sceneggiatori e registi venuti per i BAREFOOT INDUSTRY DAYS, meeting dedicati ai professionisti del mondo del cinema. A partire da oggi saranno organizzate tre giornate di eventi in cui si affronterà il processo di sviluppo di un progetto audiovisivo, dalla sceneggiatura alla produzione, per poi soffermarsi sulla distribuzione e circolazione presso i diversi festival cinematografici; dai pitch dei finalisti del premio Sonego agli incontri
one-to-one sui pedalò, per poi incontrare diverse realtà come Film Commission, produzioni e festival, questi i protagonisti delle giornate con l’obiettivo di stimolare connessioni e generare nuove occasioni di incontro attraverso attività di networking.
Gli speakers in programma saranno:
ALESSANDRO GROPPLERO
Laureato in Scienze della Comunicazione, ha collaborato con la casa di produzione PIDGIN nel 2003; successivamente si è trasferito a Londra per lavorare con NUMBER 9 FILMS e nel 2005 è ritornato in Italia per collaborare con UDINE FAR EAST FILM FESTIVAL. Dal maggio 2007 è il responsabile delle relazioni internazionali del Fondo Audiovisivo FVG per cui ha coordinato una varietà di iniziative quali “WHEN EAST MEETS WEST Co-production Forum”, “TIES THAT BIND Asia Europe Co-production Workshop” e RE-ACT Co-development Fund”. È un EAVE graduate, membro di EURODOC, e membro di EUROPEAN FILM ACADEMY.
ENRICO VANNUCCI
Lavora principalmente come short film advisor per la Mostra del Cinema di Venezia e come programmer per il Torino Short Film Market. Lavora nella programmazione di diversi festival dal 2010. Nell’agosto 2018 ha fondato con Carla Vulpiani Varicoloured.
FRANCESCO BONSEMBIANTE
Inizia a produrre documentari nel 1999 esordendo con i Ritratti di Carlo Mazzacurati, tre documentari d’autore con Marco Paolini e con Mario Rigoni Stern, Luigi Meneghello e Andrea Zanzotto. In quell’occasione conosce Marco Paolini con il quale avvia l’attività di Jole Film srl. Con Jole Film produce oltre ai lavori di Marco Paolini, anche numerosi documentari di giovani autori come Alice Rohrwacher, Pierpaolo Giarolo, Marco Segato, Andrea Segre. Con il
Film “Io sono Li” di Andrea Segre ha vinto il premio Franco Cristaldi ed è stato candidato ai David di Donatello e ai Ciak d’oro, come miglior produttore nel 2012. A partire dall’Anno Accademico 2014-2015 fino al 2017-2018, ha tenuto in qualità di docente il Corso di lezione di “Organizzazione della produzione audiovisiva” in maniera continuativa, riscontrando valutazioni molto elevate da parte degli studenti.
GEMMA LYNCH
Originaria del Regno Unito, vive in Italia dal 2007. Ha lavorato a Roma come fotografa, prima di passare alla regia, produzione e broadcasting. Gemma è capo dell’ufficio di produzione della Sardegna Film Commission dal 2017 ed ha lavorato con molteplici produzioni quali Loro di Paolo Sorrentino, Catch 22 di George Clooney e l’ultimo film di Brian De Palma, Domino.
LUIGI BACIALLI
Giornalista, già a capo del Gazzettino e del Giornale di Vicenza e oggi direttore del gruppo televisivo Medianordest (che riunisce AntennaTre, Rete Veneta, Telenordest e Telequattro) è stato nominato presidente della Veneto Film Commission nel gennaio 2019.
PAOLO DE ANGELIS
Marchigiano di nascita e toscano d’adozione, nel 2005 collabora al festival del documentario Libero Bizzarri per la giuria giovani. Dopo la laurea in Storia e critica del cinema, si trasferisce a Parigi dove collabora con la produzione Red Star sul set “Bec et Ongles” e nella produzione del corto “Tv People”. Nel 2011 si trasferisce nel Lancashire, dove partecipa alla realizzazione del documentario “Preston Gild”. Dal 2014 collabora con Metropolis Produzioni
e dal 2015 con Accademia Cinema Toscana.
SIMONE FENOIL
Simone Fenoil è nato a Torino nel 1978. Ha ricoperto per 4 anni la carica di Presidente del network europeo NISI MASA, realtà composta da 28 associazioni europee, creando progetti di sostegno rivolti a giovani registi emergenti ed appassionati di cinema.
Ha lavorato per tre anni per le politiche giovanili della Città di Torino, occupandosi dei centri giovanili della Città. Dal 2003 al 2007 è stato responsabile di redazione del canale televisivo sperimentale Extracampus TV, Università degli Studi di Torino, gestendo la formazione degli
studenti e la produzione di format TV.
Dal 2007 lavora per la Scuola Holden, dove si occupa, tra le altre cose, di costruire progetti formativi professionalizzanti legati all’audiovisivo e di progettazione Europea (MEDIA, Creative Europe, Erasmus +).
Tra i partecipanti ai laboratori e ospiti del festival invece segnaliamo:
CATERINA SHANTA, autrice di “A History about silence” che verrà presentato giovedì ore 21.00 al Lido di Revine Lago
Caterina Erica Shanta (1986, Landstuhl, Germania; vive e lavora a Pordenone, Italia), artista e regista, si forma a Venezia dove nel 2014 ottiene un Master in Arti Visive all’Università IUAV.
Il video è il suo principale mezzo di indagine. Investiga immagini prodotte da altri per esplorare come queste siano relazionate a particolari contesti. Usa montaggi e re-mixaggi di video, footage, e immagini d’archivio come media principale. La sua ricerca si focalizza sulla ridefinizione delle immagini propria del linguaggio del cinema documentario. Shanta ha preso parte a numerosi programmi di formazione dedicati alle immagini in movimento,
residenze artistiche – Atelier Fondazione Bevilacqua la Masa, CAREOF Art Residency – organizzazione no-profit per la ricerca artistica contemporanea (MI), Q-RATED La Quadriennale di Roma, Castello di Rivoli (TO) – e festival dedicati alla ricerca audio come Helicotrema, Festival Audio Registrato. Il suo video Palmyra è stato esposto alla mostra VISIO: Outside the black box, a cura di Leonardo Bigazzi in occasione dello Schermo dell’arte Film Festival (FI). La sua opera Polvere è stata acquisita dalla Fondazione 1563, Compagnia
San Paolo della Banca San Paolo di Torino, la sua opera “andava di brutto ma il tipo che parlava se stava zitto era meglio” è andata in onda su Radio Oreste Radio Rai 3 e in occasione di ArtVerona viene esposta presso Utopia Mangia le Mele, curata da Adriana Polveroni e Gabriele Tosi (VR).
Nel 2016 viene selezionata per il premio Artevisione, promosso da Sky Arte e Careof presso Fabbrica del Vapore (Milano), con la sceneggiatura de Il cielo stellato, attualmente in fase di conclusione. Il film è stato prodotto da Careof, Invisibile Film e ha ricevuto il supporto di SKY ARTE HD, Lucana Film Commission. Nel 2018 realizza il film A History about silence
realizzato con il supporto di DOLOMITI CONTEMPORANEE – Laboratorio d’arti visive in ambiente e Progetto Borca, proiettato al Filmmaker Film Festival di Milano, al 67 Trento Film Festival.
MARCO ZUIN, autore di “Hoa” che sarà proiettato venerdì alle 21.00 al Lido di Revine Lago Filmmaker e autore. Nasce a Vicenza nel 1978. Iscritto al DAMS Cinema di Bologna si laurea con una tesi sul ruolo della famiglia nel cinema italiano. Negli ultimi anni si è dedicato alla produzione di cortometraggi e documentari sociali: Daily Lydia (2014), La sedia di cartone
(2015), Niente sta scritto (2017) e Hoa (2018), selezionati in numerosi festival in Italia e nel mondo, ottenendo visibilità e premi. Nel suo approccio al cinema e al documentario c’è l’idea di sociale inteso come socialità e attenzione al senso di comunità.
MARTINA MELILLI, autrice della proiezione speciale “My Home, in Libya” che verrà presentata martedì 23 alle ore 21.00 presso il parco Livelet di Revine Lago Artista audio-visiva e regista. Laureata in Arti Visive (IUAV), ha approfondito gli studi in cinema documentario e sperimentale alla LUCA School of Art di Bruxelles.
I suoi cortometraggi sono stati selezionati in diversi festival nazionali e internazionali (IFFR, Ji.hlava, Filmmaker, CineMigrante, DocuTIFF, tra gli altri). Nel 2016 ha vinto il premio Quotidiana.
È la vincitrice dell’edizione 2017 di Artevisione con il film MUM, I’M SORRY, poi parte della collezione del Museo del Novecento (Milano). Melilli è parte dell’edizione 2018 di VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images. “My home, in Libya” è il suo primo documentario di creazione, prodotto da Stefilm International, ZDF/ARTE, RAI Cinema, con il
sostegno del MiBACT che l’ha anche riconosciuto di interesse culturale, e per il quale ha ricevuto una borsa di sviluppo dal Premio Solinas. Il film è stato presentato in prima mondiale al Festival di Locarno 2018, poi Chicago IFF, DOK Leipzig, e molti altri, tra cui il Trieste Film Festival 2019, dove ha vinto il Premio Corso Salani.
Mercoledì 24 si potrà incontrare la regista al talk UN APÉRO AVEC MARTINA, ore 17.30 presso il Livelet lounge di Revine Lago.
My Home, in Libya (Italia, 2018, documentario, 66’) di Martina Melilli
Filmando la casa dei suoi nonni vicino a Padova, Martina identifica una mappa di luoghi appartenuti al loro passato. Il nonno Antonio è nato a Tripoli, in Libia, quando questa era una colonia italiana, e lì ha sposato Narcisa. Sono stati costretti a lasciare il paese all’improvviso nel 1970, dopo il colpo di stato di Gheddafi. Con l’aiuto di un giovane libico contattato tramite i social media, Martina raccoglie immagini di quella che è diventata oggi l’allora
“casa” dei suoi nonni. I nomi di alcune strade sono totalmente cambiati, altri no. Tramite lo scambio di immagini e chat, la relazione tra i due diventa più profonda. Il web permette loro di superare pian piano i confini fisici e culturali che separano le loro vite, portandoci all’interno di un mondo nel quale i media non hanno accesso. “Io credo – afferma la regista – nel valore delle storie di singoli che riescono a raccontare un vissuto comune a molti, e
nella coralità di un racconto per raccoglierne punti di vista e sfaccettature diversi. La rappresentazione della memoria, individuale e collettiva, e il ruolo delle immagini e dei media nella società contemporanea, assieme al senso di appartenenza sono i principali interessi della mia ricerca e della mia pratica artistica”. E infatti nel documentario troviamo la storia del nonno Antonio, condivisa da tutti quegli italiani che hanno vissuto l’esperienza
dell’espatrio forzato dalla Libia, e poi quella di Mahmoud, giovane libico laureato in ingegneria nucleare, accomunati dalla città di Tripoli. My home, in Libya, presentato in prima mondiale al Festival di Locarno 2018, è il primo documentario di Martina Melilli, che è anche stata giurata del Lago Film Fest nel 2017.
