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Storia di un cane conteso

Sedico, 3 luglio 2019 – Raccontiamo la storia di un cane assegnato dai volontari ad A.P. 27enne di Sedico poi sottrattogli con un blitz notturno, presumibilmente dagli stessi volontari, che portano il meticcio in un rifugio per animali di Fontanafredda. Per questi fatti, M.V. 61enne volontaria di varie associazioni animaliste, residente nel Venezino, insieme ad altra persona in corso di identificazione, al termine dell’attività investigativa, sono stati denunciati in stato di libertà, ieri mattina dai carabinieri di Sedico per furto in abitazione.

La vicenda inizia il 17 giugno quando il 27enne proprietario del cane si presenta ai carabinieri di Sedico per denunciare il furto del meticcio che gli era stato assegnato qualche tempo prima dall’associazione da lui contattata via internet, che offriva cani gratuitamente a coloro che si rendessero disponibili ad accudirli amorevolmente. Dopo alcuni contatti l’uomo ritirava il cane ricevendo successivamente da parte di volontari dei controlli per verificare le condizioni del cane. E qui i pareri sono discordanti: secondo alcuni l’animale era sempre stato trattato bene, mentre i volontari dell’associazione  avrebbero eccepito qualcosa di non meglio specificato.

Improvvisamente il cane sparisce. Il padrone, essendo certo che l’animale non si era allontanato volontariamente e tenuto conto del forte legame che oramai si era instaurato tra di loro, esegue alcune ricerche e reperisce le immagini di due persone nella notte si erano introdotte nel suo giardino portandosi via il cane con un veicolo.

I successivi accertamenti dei carabinieri permettevano di risalire al proprietario del mezzo, ovvero la donna attualmente denunciata in stato di libertà, sulla quale peraltro convergono altri riscontri certi circa la sua presenza in provincia quella notte. L’immediata perquisizione nell’abitazione della donna non permetteva di rinvenire subito il cane. L’animale viene ritrovato successivamente a Fontanafredda (Pordenone), dove una persona totalmente estranea alla vicenda lo aveva accolto su richiesta della donna, che lo avrebbe trovato per strada privo di chip, mentre in realtà il chip risulterà presente nell’animale.

 

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