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Incidente mortale, Paolini patteggia un anno

Il 17 luglio 2018 la 52enne Alessandra Lighezzolo, commerciante di Arzigano, perdeva la vita in un tragico incidente sull’A4 tra i caselli di Verona Sud e Verona Est. La donna, in macchina con un’amica rimasta ferita nell’incidente, era stata investita da una Volvo. Alla guida Marco Paolini, attore di teatro che ha raggiunto il successo con le sue “orazioni civili” (“Vajont” su tutte) e il suo impegno in molte produzioni culturali. Fin da subito l’uomo si era dimostrato disponibile a collaborare con le forze dell’ordine, ammettendo piena responsabilità. Stando a quanto dichiarato era stato un forte attacco di tosse a fargli perdere il controllo del veicolo per qualche secondo. Secondi fatali, per Alessandra. Negativo all’alcol test Paolini aveva negato categoricamente di essersi distratto usando il cellulare al momento dell’incidente. “Marco è devastato, non riesce neppure a parlare. Per uno come lui, che ha speso l’intera carriera a sensibilizzare gli altri alla “responsabilità dell’adulto”, questa è una tragedia impossibile da superare” aveva detto Federico Bonsembiante, produttore di Paolini.

A quasi un anno di distanza dal tragico avvenimento il processo all’attore si è concluso. Il giudice ha accolto il patteggiamento della pena tra la pubblica accusa e Paolini: un anno di reclusione e sospensione della patente di guida, anch’essa per un anno. Non è chiaro se i familiari di Alessandra Lighezzolo avranno diritto a un risarcimento. Facile supporre che una richiesta di risarcimento morte parenti incidente possa essere stata fatta, magari al di fuori delle aule giudiziarie, vista la gravità dell’avvenimento.

Di sicuro c’è che una vicenda di questa portata non può essersi conclusa in aula. Forse non si concluderà mai del tutto per la famiglia di Alessandra, che dovrà fare i conti con una perdita mai colmabile. E forse nemmeno per Marco Paolini, che a seguito dell’incidente aveva disdetto tutti gli impegni professionali e aveva intrapreso un percorso di riflessione. L’anno scorso, nello stesso mese, l’attore era troppo scosso e non si era presentato a ritirare il premio “Pelmo d’oro” a Rocca Pietore, occasione in cui aveva mandato una lettera aperta: “le Crode sembrano eterne – scriveva – poi un giorno un pezzo viene giù di schianto e quel che resta è diverso da prima. Uno di quegli schianti, qualche giorno fa, è successo a me. E niente è più come prima”.

In pochi secondi la vita di Marco e di molti altri è cambiata inesorabilmente. E, forse, non sarà mai più la stessa.

 

 

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