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Dopo gli assessori Tomasi e Busatta, un’altra scossa in Comune di Belluno, se ne va “Rufus”. Stella: “Non è finita, anche l’assessore al bilancio Lucia Olivotto potrebbe sbattere la porta e andarsene”

Andrea Stella, consigliere comunale Belluno

Belluno, 25 maggio 2019  –  La burrasca in Comune di Belluno pare non sia ancora cessata. Dopo gli assessori Valentina Tomasi e Maurizio Busatta, a dare le dimissioni oggi da consigliere comunale è stato il capogruppo della lista di maggioranza Insieme per Belluno Fabio Bristot “Rufus”, che tra l’altro era nella rosa dei candidati alla presidenza del Parco delle Dolomiti.

Cosa sta succedendo in Comune? Lo abbiamo chiesto ad Andrea Stella, consigliere comunale della Lega, vicepresidente della III^ Commissione consigliare.

“Per quanto riguarda le dimissioni degli assessori Busatta e Tomasi, la maggioranza ha perso due pezzi forti della giunta, che fino alle loro dimissioni erano un po’ il punto di riferimento del sindaco! Staremo a vedere se Massaro ripartirà le deleghe ai membri della giunta o farà nuovi assessori. In ogni caso, nessuna delle due operazioni sarà indolore”.

Cosa intende dire? “Come diceva il divo Giulio (Andreotti ndr) a pensar male si fa peccato ma molte volte ci si azzecca! Per essere maliziosi, bisogna sempre ricordarsi che se ci sarà una crisi di giunta e la maggioranza volesse presentare il conto al sindaco scaricandolo, non lo farà prima di due anni sei mesi e 15 giorni, perché trascorso quel periodo il sindaco non potrà più essere eleggibile per il terzo mandato”.

Ma c’è dell’altro secondo lei che in questo momento potrebbe creare delle turbative alla giunta Massaro 2?

“Sì, c’è in ballo il possibile rimpasto e la sostituzione dell’assessore al Bilancio Lucia Olivotto che, a parte le nettissime divergenze politiche che ci dividono, reputo personalmente una persona molto preparata. E penso che sarà molto difficile effettuare una sostituzione della stessa senza pregiudicare la tenuta della maggioranza. Secondo me, questa potrebbe veramente essere una decisione dai risvolti incerti per la giunta, se non addirittura nefasti. A meno che il sindaco non allarghi la maggioranza ad altre forze politiche che gli potrebbero essere affini quali il Pd. Ritengo però che questa operazione potrebbe essere fatta solo al vertice. Dubito, infatti, che i miei colleghi consiglieri del Partito democratico possano rispondere in maniera positiva a questa richiesta”.

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