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martedì, Maggio 28, 2024
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Riduzione parlamentari. Forse è la volta buona. Ma il Pd non ci sta. De Menech: “Le aree marginali rimarranno senza rappresentanza”

Il 7 febbraio il Senato ha approvato la proposta di legge di riforma costituzionale per ridurre il numero di parlamentari da 945 (630 deputati e 315 senatori + i senatori a vita) a 600 (400 deputati e 600 senatori).
Ora i provvedimento è passato alla Camera dove in questi giorni è in fase di prima lettura, e comunque sembra destinato ad avere il secondo via libera dalla maggioranza Giallo-Verde.

E’ facile intuire che una riduzione dei parlamentari verrebbe accolta di buon grado dal “Popolo sovrano”, anche perché l’Italia, con una popolazione di circa 60 milioni di abitanti ha un Parlamento di 945 tra onorevoli e senatori. Ma c’è di più, perché secondo alcuni opinionisti, in Italia sono quasi un milione le persone che vivono di politica.

Confrontando i numeri con gli altri stati, balza all’occhio il dato degli Stati Uniti d’America, dove c’è il Congresso composto da 435 deputati e 100 senatori, su una popolazione di circa 5 volte l’Italia. In Germania il Bundestag (Parlamento federale) è composto da 612 deputati oltre al Bundesrat (Consiglio federale) di 69 membri, su una popolazione di poco più di 82 milioni di persone. In Francia i deputati dell’Assemblea nazionale sono 577 e i senatori 343 su una popolazione di quasi 67 milioni di abitanti.  In Spagna, il Parlamento di Madrid conta 350 deputati e 264 senatori su una popolazione di poco più di 46 milioni. In Gran Bretagna vi sono 646 membri della Camera dei Comuni e un numero variabile di Lord che si aggira sui 730.

Roger De Menech, deputato Pd

Ebbene, questa riforma che mira a ridurre il Parlamento italiano, non piace a tutti.

“La riforma della Costituzione proposta da Lega e 5 Stelle – secondo l’onorevole Roger De Menech (Pd) toglierà la rappresentanza a gran parte delle aree meno popolate del Paese. Tra queste la Provincia di Belluno che, se la riforma fosse approvata così, da quando entrerà in vigore potrebbe non riuscire a eleggere nessun deputato e nessun senatore”.

“Una situazione paradossale – prosegue De Menech – vissuta già dal Bellunese con la Regione Veneto, nel cui consiglio oggi non siede alcun rappresentante della minoranza con i problemi di tutela degli interessi del territorio che ogni giorno amministratori e cittadini sperimentano”.

Il Partito democratico ha presentato un emendamento a prima firma dei deputati De Menech ed Enrico Borghi che lasciando intatto il taglio dei parlamentari garantisce la rappresentanza dei territori montani e marginali e di quelli con una bassa densità abitativa, che a seguito della riduzione del numero dei parlamentari rischiano di non essere più rappresentati nel futuro Parlamento a causa della loro dispersione demografica e delle normative elettorali che privilegiano i centri maggiormente popolati. L’emendamento è stato bocciato in sede di votazione dalla maggioranza Lega – M5S, con 275 no e 195 si.

“Un Paese – conclude De Menech –  che non riesce a garantire pari rappresentanza ai propri territori, è un paese più fragile che rischia di alimentare crescenti diseguaglianze per le popolazioni che abitano queste aree causando maggiori costi sociali, ambientali ed economici. Grillini e leghisti stanno costruendo un’Italia più ingiusta e più squilibrata, tagliando democrazia e libertà alle sue parti più fragili. Noi lotteremo contro questa deriva”. (rdn)

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