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Elezioni europee, ancora sconosciuto l’ammontare del fondo per i rimborsi alle emittenti. De Carlo: “Nuovo attacco alla libertà di stampa”

“Trovo sconcertante che, a un mese e mezzo dalle elezioni europee e a oltre due mesi dal termine ultimo fissato per legge, il Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Economia e Finanze non abbiano ancora comunicato a quanto ammonti il fondo regionale per i rimborsi alle emittenti radio e TV per l’emissione gratuita dei messaggi elettorali. È un nuovo attacco alla libertà di stampa”: il nuovo commissario regionale veneto e deputato di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, così raccoglie e rilancia gli appelli ricevuti dal territorio.

In occasione di ogni tornata elettorale, le emittenti possono rendersi disponibili ad ospitare messaggi gratuiti, il cui costo viene poi rimborsato dallo Stato: “Già negli anni scorsi, il rimborso non arrivava a coprire l’intero costo per l’emittente”, ricorda De Carlo: nel 2018, in Veneto per le elezioni politiche e comunali i rimborsi sono stati pari al 38% del costo stimato per le emittenti televisive e al 48% per quelle radiofoniche . “Si chiede la sottoscrizione di un modulo nel quale si preannuncia e si mette nero su bianco anche la possibilità di non vedere alcun rimborso, se il fondo non venisse assegnato o fosse insufficiente a rimborsare tutti i messaggi: questo perché i ministeri competenti non hanno ancora reso noto il decreto che assegna alle regioni le risorse per il rimborso spese, decreto da adottarsi entro il 31 gennaio di ogni anno. Ci sono emittenti che, in nome del rispetto della democrazia, hanno accettato di ospitare messaggi gratuiti, accettando il rischio di vederseli pagare poco o nulla. È inaccettabile, credo che questo sia l’ennesimo attacco alla libertà di stampa”.

De Carlo sottolinea comunque la correttezza e trasparenza del Corecom Veneto, che mette già in chiaro i possibili scenari, dagli eventuali ritardi nei pagamenti fino alla formula proposta per il riconoscimento dei possibili rimborsi, e mette sotto accusa il Governo: “Nella maggior parte dei casi, stiamo parlando di piccole emittenti, delle voci e dei volti che ci raccontano delle nostre valli e dei nostri paesi. Lo Stato non può prenderli in giro, chiedendo loro di offrire un servizio che poi non è in grado di pagare. L’emittenza radio-televisiva, così come il settore della carta stampata, sono da tempo sotto attacco, tra il percorso verso l’azzeramento dei fondi all’editoria, che andrà a colpire solo le piccole realtà aumentando ancora di più il precariato e la disoccupazione, pesanti ritardi nel pagamento dei contributi a radio e TV e ora questo”, continua il deputato calaltino.
“L’emittenza e la stampa locale sono una risorsa economica e sociale per i territori, noi non vogliamo la concentrazione dell’informazione nelle mani di pochi, e per questo ci attiveremo affinché gli attacchi alla libera stampa cessino al più presto e si faccia chiarezza sull’ammontare, e sulla reale esistenza, dei fondi per i rimborsi”, conclude De Carlo.

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