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Nugnes, Cunial (M5S), alla Camera il Veneto dice no ai veleni. Masucci: “Il Veneto è il territorio dove la quantità utilizzata di pesticidi è la più alta in Italia, 12 Kg per ettaro conto la media nazionale di 5 Kg

Il sindaco Dario Scopel e l’onorevole Sara Cunial (foto di repertorio)

Roma, 26 marzo 2019 –  “In Veneto è in continua espansione un modello agricolo monocolturale e intensivo destinato all’arricchimento di pochi, a scapito della qualità della vita delle popolazioni e dell’ambiente. In una regione in cui si parla tanto di autonomia, dobbiamo chiederci se l’autodeterminazione delle comunità ad esprimere e vedere applicata la propria volontà ha ancora un suo spazio. Ed è proprio questo che continuiamo a rivendicare fortemente il diritto dei cittadini a scegliere”. Così Sara Cunial, deputata del Movimento Stelle, durante la conferenza stampa ColtiviAMOfuturo, che si è svolta oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a cui hanno partecipato Patrizia Gentilini, oncologo ed ematologo, Presidente ISDE Italia, Pietro Bianco, European Consumers, Andrea Lovisetto e Mauro Moretto, Coordinamento ColtiviAMOfuturo, Alberto Ferraresi e Mario Nicastro, Comitato dei Promotori del referendum “Conegliano senza pesticidi”, Renato Bottiglia, Gruppo No Pesticidi e Manlio Masucci, Navdanya International.

“Stiamo attualmente lavorando ad una legge sul consumo di suolo, con le commissioni agricoltura e ambiente congiunte – dichiara la parlamentare 5 Stelle Paola Nugnes – Nel nuovo Testo Unico si pone particolare attenzione sul consumo di suolo anche in ambito agricolo e si prevede che l’Ispra assuma una funzione di cabina di regia non solo per valutare la quantità di suolo disponibile e consumato, ma anche la qualità in termini di servizi ecosistemici. Osservando le varie leggi regionali sul consumo di suolo ed in particolare quella del Veneto, si nota come ancora questo punto chiave non sia stato recepito – afferma Nugnes – Le leggi sono subordinate al principio della rendita fondiaria, dove si continua a ragionare di sviluppo su un bene finito, che invece dovrebbe venire tutelato, perché i servizi ecosistemici che offre sono beni di tutti noi”.

Vigneti trattati con diserbante glifosato

ColtiviAMOfuturo
Martedì 26 marzo 2019 – Sala Stampa della Camera dei Deputati

Sara Cunial (M5S): “E’ necessario continuare a denunciare come in Veneto sia purtroppo in continua espansione un modello agricolo monocolturale ed anche un modello industriale destinati all’arricchimento di pochi e a scapito della qualità della vita delle popolazioni e dell’ambiente. Proprio in una regione in cui si parla tanto di autonomia, dobbiamo chiederci se l’autodeterminazione delle comunità ad esprimere e vedere applicata la propria volontà ha ancora un suo spazio. Ed è proprio questo che continuiamo a rivendicare fortemente: il diritto dei cittadini a scegliere che per esempio il Veneto non sia più solo la terra dei Pfas, dell’agricoltura chimica e del primato del consumo di suolo”.

Paola Nugnes (M5S): “Stiamo attualmente lavorando ad una legge sul consumo di suolo, con le commissioni agricoltura e ambiente congiunte. E’ importante sottolineare che ne nuovo Testo Unico si pone particolare attenzione sul consumo di suolo anche in ambito agricolo e si prevede che l’Ispra assuma una funzione di cabina di regia per non solo valutare la quantità di suolo disponibile e consumato, ma anche la qualità in termini di servizi ecosistemici. Il suolo svolge infatti dei servizi per la nostra alimentazione, per la mitigazione del cambiamento climatico, per lo stoccaggio del carbonio dell’atmosfera e per la conservazione delle acque. Osservando le varie leggi regionali sul consumo di suolo ed in particolare quella del Veneto, si nota come ancora questo punto chiave non sia stato recepito. Le leggi sono subordinate al principio della rendita fondiaria, dove si continua ragionare di sviluppo su un bene finito, che invece dovrebbe venire tutelato, perché i servizi ecosistemici che offre sono beni di tutti noi”.

Manlio Masucci: “Il Veneto è il territorio dove la quantità utilizzata di pesticidi è la più alta in Italia: 12 Kg per ettaro conto la media nazionale di 5 Kg. Poche settimane fa in questa stessa sala, Navdanya International ha organizzato una conferenza stampa con la nostra Presidente, Vandana Shiva dove è emersa la necessità di porre l’accento sul principio di sussidiarietà. Le comunità locali devono avere il diritto di decidere quali sono le priorità nei propri territori, soprattutto quando sono in gioco la salute e l’ambiente. Hanno portato la loro testimonianza il sindaco di Malles Venosta, in Alto Adige, dove è stato fatto un referendum per vietare l’uso dei pesticidi sul territorio, che però è stato bloccato dal TAR che ha addirittura richiesto al sindaco, a titolo personale, di rimborsare i 24.000 dei costi sostenuti dal comune per il referendum. Un’altra testimonianza che abbiamo ascoltato è quella del Comitato dei Genitori dell’Asilo San Giacomo, nel comune di Vittorio Veneto, che sta assistendo alla totale indifferenza da parte dei proprietari del terreno a fianco all’edificio della scuola, dove si sta impiantando un vigneto, di fronte a ben 3 diverse ordinanze di sospensione dei lavori da parte del sindaco di Vittorio Veneto”:

Andra Lovisetto, coordinamento ColtiviAMO Futuro: “Il nostro comitato riunisce diverse associazioni della zona Grappa, Asolo, Montello e Piave, che è una zona che contiene numerose aree di conservazione, ad esempio le aree Rete Natura. Abbiamo osservato con preoccupazione una rapida espansione delle aree destinate alle monocolture dei vigneti che a fine 2017 già occupavano il 27% del territorio e sono in rapida espansione. La preoccupazione dei cittadini aumenta e ci siamo organizzati in comitato per cercare di valutare gli impatti delle monocolture del Prosecco sulla salute, sull’ambiente ed in particole in realzione al consumo di suolo. Abbiamo purtroppo rilevato che la tutela di questi beni e diritti non sta a cuore né alle amministrazioni locali né alla Regione. Sono anni che la Regione posticipa l’attuazione dei regolamenti europei in materia di conservazione ed è protagonista di una cospicua serie di infrazioni in questo senso. Inoltre si continuano ad erogare incentivi altissimi al business dei vigneti. Riguardo le amministrazioni locali, nei 20 comuni che abbiamo interpellato, abbiamo riscontrato una scarsissima attenzione alle tematiche ambientali e un diffuso timore di perdere consensi e sostegno da parte dei protagonisti dell’industria del Prosecco. Abbiamo anche analizzato i regolamenti e li abbiamo trovati blandi e inadeguati, soprattutto dal punto di vista della reale possibilità di effettuare i controlli. La sensazione generale è che gli interessi economici prevalgano sull’interesse pubblico. Da questa analisi della situazione dei nostri territori abbiamo concordato di presentare alcune rivendicazioni fondamentali, sulle quali abbiamo anche interpellato il Ministro Costa. Richiediamo che nel disegno di legge sul consumo di suolo, anche le aree adibite a monocoltura, in particolare le vigne, vengano considerate ‘suolo consumato’ e che di conseguenza ne vengano valutati gli impatti e si stabilisca un sistema di incentivi che penalizzi il consumo di suolo. Inoltre, in vista della revisione del PAN, che vengano stabilite norme con vincoli di applicazione a livello locale. Infine, richiediamo che cessi da parte del Ministro della Salute l’abitudine di concedere un numero elevatissimo di deroghe riguardo l’uso di prodotti fitosanitari anche molto pericolosi, e che in vengano concesse solo in caso di estrema necessità.”

Mauro Moretto, Coordinamento ColtiviAMOfuturo: “Non è solo l’uso eccessivo di pesticidi a compromettere la salute del nostro territorio, ma in particolare la presenza di un cementificio, co-inceneritore che dal 1996 ha bruciato circa 60.000 tonnellate di pneumatici rilasciando sostanze quali il cobalto e le diossine nell’aria e nell’acqua. Per anni abbiamo lottato per richiedere analisi accurate e studi epidemiologici trovando sempre una forte resistenza da parte delle istituzioni che anzi hanno anche di recente concesso all’impianto la possibilità di incenerire le plastiche”.

Patrizia Gentilini, Isde – Associazione dei medici per l’ambiente: “E’ importante fare una riflessione sui Veneto perché rappresenta un caso emblematico. La popolazione sta chiedendo fortemente che la politica ponga maggiore attenzione sulle questioni della salute e dell’ambiente. La scorse domenica abbiamo assistito a Roma ad una manifestazione popolare imponente, dove tra le 100 e le 150.000 hanno chiaramente espresso le proprie richieste e sono rimasta scioccata e deluse dal fatto i mezzi di comunicazione quasi non e abbiamo parlato. Occorre continuare a denunciare il livello di collusione tra le istituzioni e l’industria a favore dei profitti di quest’ultima, venendo così meno al mandato di difendere innanzitutto la salute pubblica. Per assurdo potrei dire che non è più necessario fare studi scientifici sulla dannosità di certe sostanze, perché ne sono già stati fatti abbastanza, la realtà la conosciamo. Basti pensare che solo per 3 sostanze: i PM ,, il biossido di azoto e l’ozono, si calcolano almeno 80.000 morti solo in Italia. Questi prodotti chimici, inclusi i pesticidi sono cancerogeni e in particolare dannosi per i bambini, fin dalla gravidanza; causano malformazioni, predisposizione al diabete e disturbi neurodegenerativi come l’autismo”.

Manlio Masucci: “E’ significativo il fatto che in tutto il mondo le rivendicazioni vengano dal basso, come ad esempio negli Stati Uniti dove persone che hanno sviluppato tumori, soprattutto il linfoma Non-Hodgkin , dopo aver utilizzato per anni il diserbante RoundUp a base di glifosato della Monsanto, ora acquisita da Bayer si stiano sempre più rivolgendo ai tribunali e si parla di più di 11.000 cause che Bayer dovrà affrontare”.

Pietro Bianco, European Consumers :”A livello europeo la carta dei diritti già prevedrebbe la tutela della salute e dell’ambiente come priorità, ma come spesso accade, la sostanza delle direttive viene persa per strada nell’interpretazione ed applicazione a livello locale. Con Marcia Stop Pesticidi abbiamo pubblicato un rapporto sul Prosecco dove abbiamo rilevato, per esempio, che nei protocolli di produzione si tiene in pochissima considerazione il fattore ambientale a favore di quello economico. Ci si continua a dimenticare che anche le viti in Veneto, o i noccioleti in Lazio subiscono le conseguenze dell’incuria del territorio, cioè che il danno ambientale diventa un costo. Un altro fattore che non viene preso in considerazione è che il voler a tutti i costi coltivare lontano di luoghi di origine di certe colture, implica per forza di cose un uso maggiore di input chimici esterni e una maggiore devastazione delle risorse dei territori”.

Renato Bottiglia. Gruppo No Pesticidi: “Anche noi rappresentiamo un movimento che nasce dal basso, in particolare da un gruppo Facebook, e che porta le proprie rivendicazione davanti alle istituzioni. Abbiamo lanciato una petizione per richiedere normative più precise e stringenti sulle distanze di sicurezza e sull’obbligo di avviso ai residenti, che al 4 dicembre, quando la presentammo in questa stessa sede, aveva già raccolto 25.000 firme che da allora sono già diventate 30.000. Vorrei ricordare che il 26 febbraio è stata votata una mozione in parlamento per un maggior rigore nella regolamentazione ed una diminuzione nell’uso dei pesticidi, che è stata votata all’unanimità. Ora speriamo che in sede di revisione del PAN, la volontà espressa dai parlamentari che hanno votato la mozione venga rispettata”.

Alberto Ferraresi, Comitato dei Promotori del referendum Conegliano senza pesticidi. “Non è un caso che realtà come la nostra dal Veneto siano di nuovo qui, in questa sede, a denunciare una situazione insostenibile dopo neanche 19 giorni. Abbiamo bisogno che la situazione di oppressione che stiamo vivendo in Veneto si sappia anche al di fuori del circuito della stampa locale. Il business non può sempre e comunque averla vinta sul bene pubblico. E’ necessario che vengano rivisti i regolamenti, che non sono omogenei, devono essere coerenti e condivisi sul territorio, in modo da facilitare anche i controlli. Dalle informazioni che abbiamo da parte dei vigili e del corpo forestale, sappiamo che il numero di agenti necessari per i controlli dovrebbe essere da 2 a 4 volte superiore. Abbiamo raccolto 2700 per poter indire un Referendum popolare a Conegliano in cui richiediamo un graduale abbandono dell’agricoltura chimica per passare al biologico. Al momento stiamo procedendo ad adeguamenti normativi comunali per poter utilizzare quello che consideriamo uno strumento democratico. I cittadini sono molto preoccupati. Dai dati Istat si rileva che la superficie destinata alla coltivazione delle vigne per il Prosecco è passata da 27.846 ettari nel 2010 a 40.229 ettari nel 2018. I dati Arpav ci dicono che solo nel 2017 sono state vendute 3.900 tonnellate di pesticidi, mentre i dati Istat ne contano almeno 5000 per lo stesso periodo. Rivendichiamo la necessità di una consultazione popolare perché venga dato il giusto spazio ad un’iniziativa democratica e popolare che riguarda un problema che sta sempre più prendendo una dimensione globale”.

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