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Minella (Anef-Confindustria): “Impianti a impatto zero sono il futuro. Il fronte del no danneggia la montagna”

Renzo Minella

Belluno, 26 marzo 2019 – «Nuovi impianti e collegamenti sciistici sono una grossa opportunità per il nostro territorio e per chi in montagna vuole continuare a vivere e lavorare. Demonizzarli significa bloccare lo sviluppo delle nostre Aree, precluderci grosse opportunità, rimanere indietro rispetto ad altri territori e ad altri Paesi. Rassicuro il fronte del no che gli impiantisti e gli operatori della montagna sono i primi difensori del loro territorio, i primi a essere consapevoli delle sue bellezze ambientali e paesaggistiche e delle sue potenzialità. Parliamo di infrastrutture a impatto zero ed ecosostenibili».

A dirlo è il presidente di Anef Veneto Renzo Minella, a seguito delle varie prese di posizione recentemente arrivate da varie voci del mondo ambientalista. «Non mi piace la polemica né lo scontro frontale, ma da rappresentante degli impiantisti non posso non sottolineare come gli impianti di ultima generazione siano perfettamente integrati con l’ambiente circostante, sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico. Non solo: a questo si deve aggiungere come le ultime norme impongano agli operatori obblighi di ripristino chiari, precisi e inderogabili. Rispetto ai nostri stessi concorrenti, come Francia e Austria, i nostri standard sono molto più elevati e rispettosi dell’ambiente circostante».

«La verità è che se continuiamo a dire di no rischiamo di rimanere troppo indietro rispetto alla concorrenza di questi Paesi, che è agguerritissima, e diventare sempre meno competitivi nonostante le nostre bellezze ineguagliabili», rimarca Minella. «Territori come il Comelico, l’Agordino, Cortina meritano un’occasione di rilancio e la possibilità di trattenere persone e imprese sul territorio. Non si può combattere lo spopolamento della nostra montagna senza infrastrutture adeguate e sostenibili».

Minella si esprime anche sul dibattito in corso nel Bellunese per i passi chiusi in occasione di alcune gare ciclistiche: «Parliamo di eventi limitati in determinati periodi: è un disagio gestibile. È un’occasione per mostrare ai tanti turisti attesi il lato migliore delle nostre Dolomiti. Quello delle gare ciclistiche è un indotto enorme: persone, che se fidelizzate nel modo giusto, ritornano», conclude Minella.

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