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Montagna. Uncem: “Alle parole del presidente Mattarella a Belluno seguano azioni concrete”

Belluno, 12 marzo 2019  –  “Ancora una volta, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invitato il Paese a prendere atto che la montagna è ‘una grande questione nazionale, assieme a quella di tutte le aree interne’. Oggi a Belluno, il presidente ha spinto tutti, dalle Alpi, a una rinnovata riflessione sul ‘tema delle risorse naturali del nostro Paese, della loro tutela, della garanzia ai cittadini della sicurezza dei territori’. Sono parole molto importanti, in particolare a seguito del disastro avvenuto con la tempesta Vaia, analogo a quelli successi in molte altre aree montane italiane in occasione di calamità, dissesto, incendi boschivi, altre emergenze. Le tragedie ambientali sono ormai cicliche. Ma non vogliamo, non dobbiamo certo farci l’abitudine. Vogliamo fare prevenzione, guidare Enti locali e soggetti privati verso una nuova cultura della protezione civile. Oggi il presidente è stato chiaro, in particolare ricordando le vittime del Vajont: ‘Il rapporto con la natura – ha detto Mattarella – è fatto di rispetto degli equilibri dell’ecosistema, pur se l’umanità ha dimostrato una costante propensione a misurarsi quotidianamente con i limiti conosciuti. La civiltà montana ha saputo confrontarsi con questi limiti e svilupparsi per millenni, in una competizione quotidiana con condizioni di vita non facili, ma ben inserita in questi ambienti, senza stravolgerli’. ‘Sono convinto che – ha proseguito Mattarella – ancora una volta, dalle “Terre alte” saprà venire un esempio di grande valore per tutta la nostra comunità nazionale, frutto del patrimonio di civiltà accumulato nei secoli dalle genti di montagna’. Deve essere così, ne siamo certi. Questo ennesimo intervento sulla e dalla montagna del presidente Mattarella, che ringrazio a nome di tutta l’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), deve essere il monito definitivo per la politica, per tutti i nostri Enti, per il Parlamento e il Governo affinché mettano in moto azioni concrete, investimenti, nel concretizzare pienamente l’articolo 44 della Costituzione. Ne abbiamo grande bisogno”.

Lo affermano il presidente Uncem Marco Bussone, insieme con Presidente Uncem Veneto Ennio Vigne e i membri di Giunta nazionale Flaminio Da Deppo e Galdino Zanchetta, oggi uniti al Presidente Mattarella a Longarone e Belluno.

Il discorso del presidente della Repubblica di oggi non lascia spazio a interpretazioni. L’ultima parte dell’intervento, dopo aver ricordato le tragedie ambientali e le vittime del Vajont, è particolarmente significativa per costruire nuovi percorsi virtuosi, con tutto il sistema-montagna, a partire dagli Enti locali, in una dimensione europea:

“Il territorio del nostro Paese – ha detto il presidente Mattarella a Belluno – è fragile e le conseguenze dell’abbandono dei territori, verificatosi sulle Alpi e sugli Appennini, vengono pagate, a caro prezzo, da queste zone ma anche dagli insediamenti urbani e produttivi in pianura.
Occorre proseguire sulla strada di iniziative per la salvaguardia degli assetti idro-geologici. Queste iniziative sono state ampiamente delineate dal Parlamento in questi decenni ed è necessario un impegno condiviso delle istituzioni ai vari livelli per svilupparli e attuarli concretamente.
La tutela ambientale e idro-geologica è amica delle persone, ne salvaguarda la vita e difende così il futuro delle nostre comunità, accompagnata, come deve essere, da un uso razionale e sostenibile delle risorse esistenti nell’area.
Il rilancio di una politica per la montagna e le popolazioni che la abitano va non solo nella direzione della effettiva affermazione della eguaglianza fra i cittadini della Repubblica, ma rappresenta una sfida per il recupero pieno di aree abbandonate o sottoutilizzate, preziose per il processo di crescita dell’Italia.
È una consapevolezza che trova diffusione anche a livello continentale, confermata dalla collaborazione nell’ambito di “Euregio senza confini”, della Regione Veneto, di quella del Friùli-Venezia Giulia, con il Land della Carinzia.
Quest’anno, inoltre, sarà esercitata dalla Lombardia la presidenza di Eusalp che costituisce, sin qui, l’ambito più ampio di cooperazione tra Regioni, Stati e Unione Europea in tema di montagna.
Rimane ancora molto strada da fare per un più incisivo impegno delle istituzioni comunitarie in argomento, né, sul tema della montagna, può essere considerato esaustivo il riferimento all’art.174 del Trattato sul funzionamento della Ue.
Ripristinare la buona salute di un territorio – come qui si sta provvedendo a fare – richiede laboriosità e tenacia, qualità che non difettano certo alle popolazioni di queste terre.
Esaurita rapidamente la fase dell’emergenza con il generoso contributo del mondo del volontariato, evocato qui da Ivo Gasperin, le ragioni del recupero, per non provocare alterazioni permanenti e gravi nel tessuto del bosco, si sono fatte imperiose, con il ritorno della buona stagione.
È bene ricordare che la Prima guerra mondiale aveva prodotto devastazioni immani nel Triveneto, anche sul piano ambientale.
Con impegno, in quel dopoguerra, misero radici importanti foreste e boschi divenuti “della memoria”. Sono quelli oggi duramente colpiti, così come quelli sull’altipiano tanto caro a Mario Rigoni Stern, che ha narrato le bellezze di queste montagne.
Appartiene alla vocazione del nostro popolo saper esprimere saggezza, fermezza e industriosità nei momenti più ardui, ed è una tradizione forte della gente di queste contrade.
Sono convinto che, ancora una volta, dalle “Terre alte” saprà venire un esempio di grande valore per tutta la nostra comunità nazionale, frutto del patrimonio di civiltà accumulato nei secoli dalle genti di montagna”.

 

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