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Olimpiadi invernali Cortina 2026. De Menech: «Scelta in ritardo e affrontata con superficialità. Ma la Regione provi comunque a presentare la candidatura sulla base di un nuovo modello per la montagna»

Roger De Menech, deputato Pd

Belluno, 29 Marzo 2018 _ «Scelta fatta in ritardo, sull’onda di un articolo di giornale e con troppa superficialità, senza connessioni reali con i poteri decisionali e senza un chiaro progetto di sviluppo». Il deputato bellunese Roger De Menech addebita principalmente al presidente veneto l’ormai quasi certa esclusione di Cortina tra le candidature italiane a ospitare i giochi olimpici invernali del 2026.

«La finestra si era aperta in ottobre, dopo il referendum con cui i cittadini del Tirolo avevano bocciato l’ipotesi di candidatura», ricostruisce i fatti De Menech. «Purtroppo ci si è attivato troppo tardi. Chiaro che i tempi erano stretti, soprattutto perché senza un lavoro di lobbying e di relazioni positive con chi prende le decisioni non è facile ottenere risultati».

In ogni caso, «invito il presidente della Regione a fare scelte radicali» suggerisce il deputato. «Presentiamo comunque la candidatura e cogliamo l’occasione per impostare un modello di sviluppo della montagna alternativo al passato, basato su bellezza e sostenibilità. Valori, anzi asset che rimarranno nel tempo anche se non dovessimo ospitare i giochi olimpici e che comunque ci permetterebbero di presentare una candidatura da posizioni di forza. Certo, bisognerà fare delle scelte – ad esempio su ferrovia e autostrade, sull’efficientamento degli impianti di risalita e sulla riduzione dello sfruttamento dei corsi d’acqua – anziché dare il classico colpo al cerchio e quello alla botte, lavorare duramente e magari in silenzio invece che cogliere ogni opportunità per avere una foto sul giornale. Ma è così che gli amministratori si comportano e raggiungono obiettivi a favore delle loro comunità».

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