
I veneti hanno risposto alla chiamata, questo referendum è un grande segno di identità, civiltà e cultura veneta. A dirlo è il parlamentare veneto del Movimento 5 Stelle Federico D’Incà, che da settimane sta portando avanti una doppia campagna referendaria per l’autonomia del Veneto e della provincia di Belluno.
“I veneti hanno risposto alla chiamata, i dati sull’affluenza sono un grande segno di identità e della cultura della gente di questa splendida regione – sottolinea D’Incà – perché, e su questo punto dobbiamo essere tutti d’accordo, questo è il referendum dei veneti”.
“Non è un referendum politico e non è neppure il referendum di un politico – ricorda l’esponente del Movimento 5 Stelle – chiunque si voglia intestare questa vittoria e mettersi in testa il corno dogale, il cappello da doge, non rispetta i veneti e il Veneto”.
“Ora subito al voto in Parlamento, entro la fine della legislatura – ribadisce il deputato bellunese – altrimenti vorrà dire che il Governo non vuole portarlo in aula, e significa anche che la cosiddetta “trattativa” con l’Emilia è una pagliacciata. Se accadrà, questa legge sarà uno dei primi punti del nostro Governo a 5 Stelle”.
“Comunque vada ora Zaia ha una grandissima responsabilità – avverte infine il parlamentare – ora deve dimostrare di avere la capacità di ottenere quel che i veneti gli chiedono di mettere sul piatto della trattativa. Il governo regionale deve coinvolgere tutte le forze politiche del consiglio regionale e gli enti locali. Anzi, prima di affrontare il bilancio in Regione occorre prendere di petto con il Governo di Roma le istanze che i veneti hanno a cuore”.
