Anche questo fine settimana siamo a far due passi, io e gli amici bellunesi; solita meta montana? Usuale itinerario tra le vette e i boschi? No. Questo w-e si dà spazio ad un’attività per cui i Veneti sono in vetta alla classifica in Italia: si fa volontariato a casa di una signora anziana, amica di L* e G*.
Arriviamo di mattina presto a casa sua – lei si sveglia quasi ogni giorno all’alba – con tutte le migliori intenzioni di aiutarla in quei due tre lavoretti di casa per cui ci ha chiesto aiuto. Mentre G* si ferma giù in cortile a riassettare la capanna degli attrezzi per l’orto, io e L* siamo, una al piano terra a riassettare la cucina e l’altra al piano di sopra a dare aria alle stanze. Son camerette rimaste chiuse per mesi che ora richiedono aria nuova e pulizia profonda (nessuna allusione a qualsiasi sorta di rottamazione politica di cui si continua a parlare). L* da giù mi dice che avrà da fare almeno per tre ore; io dal pianerottolo sopra le scale le grido che pure io almeno per due sarò occupata.
La signora F* nel frattempo sta in poltrona a leggere il giornale: Franca ha quasi 90 anni, una vita di fatica col marito e 5 figli e poi la vedovanza, i figli andati lontano in città e la malattia. E’ invalida da circa tre anni e ha dovuto ricorrere ad un aiuto di una badante, naturalmente dell’est. Una gentile signora che in questi giorni è rientrata nel suo paese per risolvere dei problemi di famiglia e che, fortunatamente, ritornerà a breve.
La signora Franca è lucidissima e legge il quotidiano locale: ne scorre alcuni articoli, ne approfondisce altri. Dopo un po’ ci fa un cenno: ci chiama a stare un po’ con lei. Commenta le notizie della città, le prossime elezioni del capoluogo, la stagione estiva che tarda ad arrivare, il disagio dei giovani che non lavorano.
Quando le parliamo, non si sente la sua età – pare una di noi – e ribatte con spirito dialettico, quando abbiamo idee diverse o non le paiono adeguate. Iniziamo una bella conversazione sui sette candidati del capoluogo in lizza per la carica di sindaco e in quel mentre rientra anche G* che afferma con fierezza di aver terminato il lavoro di riparazione della capanna degli attrezzi. Chiede se può prepararsi un caffè e si siede con noi per continuare l’amabile conversazione con la signora. Il discorso cade nuovamente sulla politica e G* comincia con enfasi a esternare la sua posizione. G* sta a sinistra da anni, da decenni, per scelta, per tradizione, per consuetudine. L* e la signora invece votano dalla parte opposta, quella di tanti, quella di chi anche qui nel bellunese è stato e sta dalla parte dei valori della tradizione, della famiglia, delle regole e che adesso vuole il cambiamento. La signora Franca, è stata abituata in una famiglia vecchio stampo: suo padre era uno dei notabili che avevano creduto negli ideali della patria-nazione e della disciplina. La figlia, cresciuta in quell’ambiente e in quella educazione familiare, è rimasta per sempre di quella idea. In paese infatti alcuni l’hanno un po’ isolata proprio per questo. Noi non abbiamo di questi problemi: non c’è colore che tenga nell’aiutare gli amici e le persone care. Siamo qui a dare una mano, attendendo i risultati delle amministrative.
Bruna Mozzi
