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“Collaborare alla pianificazione del contenimento dei cervi”. Al convegno organizzato dall’Agjso gli esperti faunistici e i cacciatori sostengono la necessità di un’azione condivisa

foto-delegazioni-agjso-cortina-2016-leggera“Sulla questione della sovrappopolazione e la gestione dei cervi serve un approccio collaborativo e una metodologia condivisa tra le diverse parti in causa”. Questa la linea fondamentale emersa dal convegno sul cervo organizzato da Agjso (organo rappresentante delle organizzazioni venatorie della zona alpina europea sud orientale) e Federcaccia Belluno che si è svolto a Cortina d’Ampezzo. Secondo suddetta “regolazione”, che prevede diverse azioni di contenimento, per gli esperti di fauna alpina Paolo Molinari e Luca Pedrotti si tratta di aver ben presente la differenza che c’è tra la semplice riduzione del numero di capi, che non è scontato porti risultati di per sé (anzi a volte fa l’effetto contrario), e altri aspetti della questione come l’interazione con il turismo e le produzioni agroalimentari che la rinnovata presenza del cervo coinvolgono nella discussione: “Per regolazione non si intende solo abbattimenti ma significa prendere in considerazione tutto ciò con cui il cervo interagisce in una visione comune con altri soggetti”. Anche per il presidente di Federcaccia Belluno, Alberto Colleselli, che ha portato l’esempio di altre zone europee, “non si può continuare a procedere in ordine sparso, serve un piano che veda la collaborazione di tutti i soggetti in campo”. Al convegno, con il presidente dell’Agjso Walter Brunner, le altre delegazioni europee e l’esperto Hubert Zeiler, che ha ribadito l’importanza della pianificazione degli interventi per ottenere risultati migliori, è intervenuto anche il consigliere regionale Gianpiero Possamai, che ha posto come pericolo per la sopravvivenza della caccia il mancato ricambio generazionale e come antidoto la necessità di legarla alla cultura e alle tradizioni locali, “cioè inserirla maggiormente dal punto di vista sociale”. Parlando dell’esempio del Parco nazionale dello Stelvio, dove il problema della sovrappopolazione dei cervi è stato affrontato in maniera efficace, è stata sottolineata la necessità di distribuire più equamente possibile le presenze dei cervi nelle aree interessate e definire delle zone tranquille extra parco “distribuendo in modo più omogeneo la popolazione e favorendo così l’intervento da parte dei cacciatori”. Si è parlato anche dei tipi di munizione (con piombo o senza) e dei cani da traccia, definiti fondamentali per recuperare i capi feriti. Al convegno, al quale sono intervenuti anche la Polizia provinciale con il responsabile del settore caccia Gianmario Sommavilla e alcuni agenti forestali. è stato consegnato infine un riconoscimento a tre benemeriti. riconoscimenti-gruppo_agjso-cortina-2016-leggera

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