“Chi ha notizie di reato ha il dovere di rivolgersi alla Procura della Repubblica”. E’ l’inutile risposta dell’assessore regionale Gianpaolo Bottacin alle osservazioni fatte dal Comitato Acqua Bene Comune che ha evidenziato la presenza di soggetti coinvolti nello scandalo Mose all’interno delle società che hanno chiesto l’autorizzazione allo sfruttamento delle acque del Cordevole e del Piave per la realizzazione di centraline idroelettriche.
“Non so quali siano le imprese finanziate dalla società Veneto Sviluppo – prosegue Bottacin – perché non è mio compito censirle”.
Insomma, l’assessore regionale bellunese evita accuratamente di entrare nel merito della questione, scaricando sulla provincia eventuali oneri e conclude:
“chiarisco che da tempo è la Provincia di Belluno e non più la Regione del Veneto a autorizzare le centraline e ciò grazie all’applicazione della legge 25/14 sull’autonomia amministrativa da me messa in atto”.
