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Deriva venatoria in Veneto: Zaia come Ponzio Pilato

Andrea Zanoni, consigliere regionale Pd
Andrea Zanoni, consigliere regionale Pd

Ieri in consiglio regionale, sul progetto di legge 138 che reinserisce il dannosissimo nomadismo venatorio, è risultato chiaro a tutti che la maggioranza a trazione Lega Nord è sotto ricatto di un singolo consigliere, che si sta muovendo solo per interessi elettorali personali ovvero a favore del suo elettorato costituito dalla lobby dei cacciatori (in deroga) dei piccoli uccelli migratori.

Lo sostiene il consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni.

Il ricatto – afferma Zanoni –  è risultato palese per due motivi:

1) l’emendamento di mediazione (a loro dire…) sul nomadismo venatorio ha riconfermato tutto ciò che Berlato ha fin qui voluto, senza fare nessun passo indietro: ovvero, la maggioranza leghista ha silenziosamente ingoiato il rospo.

2) Berlato, lamentandosi di alcune defezioni tra la maggioranza che avrebbe dovuto resistere in Consiglio fino a notte fonda, ha sottolineato che la prossima settimana ci sarebbe stata da votare la riforma sulla sanità, cioè l’Azienda Zero, ribadendo quindi le minacce e i ricatti già annunciati in commissione sanità la scorsa settimana.

Berlato sta dettando di fatto l’agenda politica dell’assessore alla caccia Pan e di tutta la maggioranza, e sta presiedendo la Terza commissione, che dovrebbe occuparsi soprattutto di lavoro, formazione professionale, agricoltura, allo scopo di compiacere il suo elettorato personale, tanto è vero che oggi mercoledì 8 giugno su otto provvedimenti all’ordine del giorno della Terza commissione, ben cinque riguardano, direttamente o indirettamente, la caccia.

Se poi guardiamo al recente passato, in meno di un anno il consiglio regionale si è dovuto occupare ben quattro volte di caccia, in particolare di quattro leggi a firma dello stesso Berlato: legge sugli appostamenti precari di caccia, legge sulla proroga del piano faunistico-venatorio, legge sugli appostamenti fissi di caccia e infine legge sulla caccia ai castorini (o nutrie).
In questa situazione, che vede la maggioranza sotto ricatto di un singolo consigliere che condiziona l’intero consiglio regionale e la sua agenda, dov’è il Presidente Zaia?  – conclude Zanoni – La smetta di fare come Ponzio Pilato e blocchi finalmente questa scheggia impazzita che danneggia i cittadini veneti, gli stessi cacciatori e soprattutto un patrimonio come la fauna selvatica, tutelato a livello internazionale da Convenzioni internazionali, Direttive europee e norme statali.

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