Il Teatro delle Albe arriva a Belluno al Teatro Comunale per la prima volta sabato 30 gennaio alle ore 21:00 con uno spettacolo di fortissimo impatto emotivo sul drammatico e attualissimo tema dei migranti che ha commosso e fatto riflettere spettatori di tutto il mondo, Rumore di acque.
Uno spettacolo che guarda da un punto di vista insolito le centinaia e centinaia di esseri umani che, alla ricerca di una vita migliore, la vita la perdono, nel mare a sud della Sicilia.
Il testo è firmato dal pluripremiato regista e drammaturgo Marco Martinelli e ha ottenuto il
patrocinio di Amnesty International. L’ideazione registica è dello stesso Martinelli e di Ermanna Montanari, altro caposaldo della Compagnia ravennate. Sulla scena un intensissimo Alessandro Renda dà vita ad un monologo visionario, incarnando un demoniaco capitano. L’attore sarà accompagnato e guidato dalla voce e dagli strumenti dei Fratelli Mancuso che suoneranno dal vivo sul palco del teatro bellunese.
I Fratelli Mancuso sono conosciuti al grande pubblico, oltre che per la loro ricerca sulla musica tradizionale della Sicilia, anche per aver firmato le colonne sonore del film “Via Castellana Bandiera” di Emma Dante.
Un appuntamento da non perdere, per tutti gli amanti del Teatro, dell’arte, della musica e dell’impegno civile. Un esempio altissimo di teatro civile, che non tralascia il forte impatto
visivo, la ricerca artistica e le emozioni più forti.
Come di consueto, Belluno Miraggi offre agli spettatori la possibilità di un confronto diretto con gli artisti, moderato da Rajeev Badhan, al termine dello spettacolo, attraverso un breve incontro che potrà maggiormente avvicinare il pubblico al processo creativo e alla ricerca che ha portato alla realizzazione dell’opera. www.slowmachine.org
LO SPETTACOLO
“Il successo all’esordio, accompagnato da applausi intensi e commossi e da numerosi richiami in scena, è stato meritato per questa drammaturgia per la quale mi auguro, per la crescita del teatro italiano e non solo, ripetute e, direi, ‘dovute’ nuove messe in scena”.
Maria Dolores Pesce, Dramma.it
“Il mare, tra la Sicilia e l’Africa, in certi punti “sa di carne morta”, come dicono i pescatori locali, tanti sono i corpi degli annegati in queste acque solcate da barche di disperati che sognano l’approdo in Europa. Per rappresentare questo dramma quotidiano, Marco Martinelli, regista-autore di solito poco incline al teatro “civile”, ha scelto la via di un monologo visionario, denso di richiami simbolici alle nostre responsabilità collettive. Ha raffigurato l’orrore attraverso il suo contrario, la gelida, distaccata minuzia burocratica: al centro del testo (presentato al Ravenna Festival e con repliche a Volterra e Ravello) ha posto una figura satanica, un generale il cui compito, su un’isola-zattera della quale è il solo abitante vivo, è censire i cadaveri, attribuire loro un numero, una collocazione in un registro, trasformando storie umane in anonimi dati d’archivio. Il generale è addetto alla “politica dell’accoglienza”. L’evocazione dell’intreccio di speranze e illusioni si mescola alla denuncia dell’indifferenza di tutti i poteri coinvolti. Il bravo Alessandro Renda, con voce arrochita, passa dall’asettica contabilità della morte alla furiosa invettiva contro ogni sorta
di squali e predatori degli abissi, metafora di una civiltà che difende i propri privilegi fingendo di non vedere e non sentire. A tutto ciò si aggiungono le voci e gli strumenti dei fratelli Mancuso, che con le loro composizioni spostano indietro il tempo di duemila anni, conferendo allo spettacolo uno spessore da tragedia classica”.
Renato Palazzi, Il Sole 24 ore
CREDITS
di Marco Martinelli
ideazione: Marco Martinelli, Ermanna Montanari
regia: Marco Martinelli
in scena: Alessandro Renda
musiche originali eseguite dal vivo: Fratelli Mancuso
Durata 1h – Lo spettacolo è presentato nella sua forma completa.
Costi dei singoli biglietti:
Platea e Prima Galleria: Intero 22 € – Ridotto 18 € / Loggione: Intero 15 € – Ridotto 12 €
Le riduzioni sono riservate ai giovani fino ai 30 anni e agli over 65.
Per maggiori informazioni si può scrivere alla mail: info@slowmachine.org e visitare il sito
www.slowmachine.org
Facebook: SlowMachine/Belluno Miraggi.
Per prenotazioni: tel. 328-9252116 – biglietteria@slowmachine.org
La biglietteria è aperta in Via Rialto, 6 a Belluno nei seguenti orari:
VEN 17:00-19:00
SAB 10:30-12:30 / 17:00-19:00.
LA COMPAGNIA TEATRO DELLE ALBE
Nel 1983 Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni
fondano il Teatro delle Albe. La compagnia sviluppa il proprio percorso intrecciando alla
ricerca del “nuovo” la lezione della Tradizione teatrale: il drammaturgo e regista Martinelli
scrive i testi ispirandosi agli antichi e al tempo presente. Gli spettacoli, da Ruh. Romagna
piu’africa uguale (1988) a All’inferno! (1996), da I Polacchi (1998) al Sogno di una notte di
mezza estate (2002), da Salmagundi (2004) a La mano (2005), valgono alle Albe premi e
riconoscimenti, nazionali e internazionali, evidenziando una poetica rigorosa, raffinata e
emozionante, capace di restituire alla scena la sua antica e potente funzione narrativa.
Fondamentali all’interno del gruppo, oltre alla direzione artistica tenuta da Marco
Martinelli (Premio Drammaturgia infinita con Incantati nel 1995, Premio Ubu per la
drammaturgia con All’inferno! nel 1997, Premio Hystrio alla regia nel 1999, Golden
Laurel come “miglior regista” al Festival Internazionale “Mess” di Sarajevo con I Polacchi
nel 2003) sono le accensioni visionarie e la vocalità inquietante di Ermanna Montanari
(segnalazione al Premio Narni Opera prima con Confine nel 1986, nomination al
Premio Ubu come “miglior attrice” nel 1997, Premio Ubu come “migliore attrice” con
L’isola di Alcina nel 2000, con Sterminio nel 2007 e nel 2009 con Rosvita, Premio
Adelaide Ristori nel 2001, Golden Laurel come “miglior attrice” al Festival
Internazionale “Mess” di Sarajevo con I Polacchi nel 2003). Lo spettacolo Pantani vince il
Premio Ubu 2013 per la “migliore novità drammaturgica” e, per la sua interpretazione
di Tonina Pantani, nel 2013 Ermanna Montanari vince il Premio Duse.
Nel 1991 il Teatro delle Albe ha dato vita a Ravenna Teatro, “Teatro Stabile di
Innovazione”, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che si è posto fin
dall’inizio come “stabile corsaro”, portando avanti con il sostegno del Comune di Ravenna,
un’originale pratica di “coltura” teatrale della città, intrecciando le programmazioni di
Teatro Contemporaneo al Teatro Rasi, la stagione di teatro di tradizione al Teatro Alighieri
e i laboratori della non-scuola nei licei e negli istituti tecnici e professionali di Ravenna che
coinvolgono circa 400 adolescenti ogni anno.
