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Presentato a Palazzo Ferro Fini il libro inchiesta “Veneto Anno Zero” di Renzo Mazzaro

Renzo Mazzaro
Renzo Mazzaro

“Veneto Anno Zero”, libro inchiesta scritto dal giornalista Renzo Mazzaro e pubblicato da Laterza, è stato presentato oggi a Palazzo Ferro Fini alla presenza, oltre a quella dell’autore, del Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti, del consigliere di Fratelli d’Italia/AN/MCR Sergio Berlato e del dott. Stefano Ancilotto Pubblico Ministero nell’inchiesta “MoSE”.

Il libro racconta il crollo di un’intera classe dirigente. Uno scandalo che ha travolto amministratori pubblici, politici, parlamentari, ex ministri, imprenditori, tecnici, avvocati, magistrati, giudici, generali. Un’inchiesta che dimostra, con prove schiaccianti, che il Mose, l’opera mastodontica progettata per fermare l’acqua alta, è costruito su una montagna di mazzette e di sprechi. Un’inchiesta giornalistica per capire come si è arrivati a questo punto e, soprattutto, se è possibile uscirne.

“Ci sono situazioni – ha detto il Presidente Ciambetti – che vanno monitorate attentamente e in maniera incisiva per capire dove e come sono nate, ma sono convinto che il Veneto abbia gli anticorpi necessari a prevalere su queste sacche di malaffare, che non sono assolutamente concepibili in una regione operosa come il Veneto. Credo comunque che il fare politica in modo aperto e trasparente, risolvendo i problemi ai cittadini e non creandogliene, sia alla base per evitare che fenomeni di questo tipo siano attuati in qualsiasi ganglio della pubblica amministrazione”

“E’ necessario – ha sottolineato Berlato – provocare una rivoluzione culturale, insegnando soprattutto ai giovani che non si deve rubare non per la paura di essere pizzicati, bensì perché è sbagliato. Siamo anche convinti che per combattere la corruzione nella pubblica amministrazione sia necessario continuare a parlarne in ogni sede per fare in modo che ogni cittadino, indipendentemente dal ruolo che ricopre, abbia la consapevolezza di essere protagonista nella lotta contro questa piaga sociale”.

“Voglio ringraziare Mazzaro – ha detto Ancilotto – perché con il suo libro impedisce che ci si dimentichi di quanto avvenuto in questi ultimi 20 anni di politica e malaffare. Un sistema di corruzione diverso da tangentopoli, non tanto nelle cause, quanto nel rapporto tra politico e potentati economici, con quest’ultimi non più asserviti ai primi. Invertendosi questo rapporto – ha poi sottolineato – è cambiata anche la direzione delle tangenti, non più verso i partiti, ma verso i singoli politici”.

“IL MoSE – ha concluso Mazzaro – non è una vicenda conclusa, perché se è stata disegnata la vicenda giudiziaria e penale, rimane da scoprire tutto l’aspetto ancora sommerso, non configurabile come penale, ma che riguarda gli eccessivi comportamenti che la pubblica amministrazione si è consentita. Comportamenti che sono riscontrabili in altri ambiti della pubblica amministrazione, dalla sanità alle opere pubbliche, ovvero il largheggiare e dormicchiare sui controlli, il fatto di affidare i lavori alle solite imprese, le decisioni prese non per ragioni di mercato, ma per la vicinanza al decisore politico. Tutto questo – ha ribadito – mi sembra un mondo da scandagliare e penso che il Consiglio regionale ne abbia coscienza, tanto più che questa è una legislatura diversa, con persone diverse. Lo scandalo MoSE – ha concluso Mazzaro – ha avuto il merito di togliere una parte della classe dirigente che è risultata chiaramente coinvolta e che confondeva gli affari con gli interessi generali dei cittadini”.

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