
“Il più grande antagonista, in queste elezioni, non sarà la scelta dei cittadini, ma la non scelta”.
Lo sostiene il candidato del Pd alle regionali Sergio Reolon.
“Il malcontento c’è, è palpabile – prosegue il consigliere regionale uscente – . Ma dover arrivare a sperare che il sole ci sia o non ci sia per determinare la percentuale dell’afflusso ai seggi non è un buon segno per nessuno: la mutazione da comunità di cittadini a popolo è un passo indietro. E fa male a tutti.
Bisogna essere onesti: gli errori della politica sono stati tanti, la corruzione esiste, vent’anni di immobilismo pesano. Anche se si sta ponendo rimedio all’immobilità, la gente è stufa, quando pensa a quello che ha davanti agli occhi a livello nazionale.
Quanto al piccolo, la situazione non è meno delicata: esistere come una fastidiosa periferia da accontentare una volta ogni tanto non è una vera esistenza.
Il grosso problema dell’astensione ci sarà.
Eppure il voto è un valore individuale immenso. Non mi danno pensiero quelli che giocano a urlare di più, ma il silenzio di tanti.
Il voto è una grande prova di democrazia: partecipare, farne parte è fondamentale. Decidono, infatti, quelli che partecipano: essere protagonisti della decisione è importante.
Ricordiamoci – conclude Sergio Reolon – che si va a votare per il futuro del nostro territorio; il futuro politico della terra di ognuno di noi: che significa il buon governo della nostra provincia.
Esperienze negative i bellunesi ne hanno già fatte, e le abbiamo pagate tutti a caro prezzo”.
