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La cooperativa “Lassù” per contrastare il declino del Comelico

Palazzo della Regola di Dosoledo, sede museo
Palazzo della Regola di Dosoledo, sede museo

Dosoledo (Comelico Superiore) – Con la presentazione all’Eurac avvenuta a Bolzano il 16 e 17 marzo scorsi e l’incontro di Fusine di Zoldo Alto di sabato 11 aprile organizzato dalla Cooperativa “Al Festil” (rappresentata da Nadia Scarzanella), la presenza della Cadore (con Claudio Agnoli) nel quale si sono trattati i temi dell’artigianato e turismo, della risorsa bosco e dei servizi per la comunità ed è emersa la necessità fare rete tra le varie realtà, dialogare con i cittadini, puntare sul turismo sostenibile come risorsa per l’ospite e il residente (questione trattata da Maurizio Davolio presidente dell’Associazione Italiana Turismo sostenibile) la Cooperativa “Lassù” ha avuto il battesimo provinciale al quale faranno seguito altre uscite in Cadore e Comelico.

Nata nell’ambito di un progetto Interreg del 1 ottobre 2012, tra Italia e Austria, insieme con altre realtà anche bellunesi come quella zoldana denominata “Al Festil” e delle province di Bolzano, Udine e Gorizia; ha lo scopo di tutelare le minoranze storico-linguistiche e promuovere iniziative a sfondo cooperativo all’interno dei territori con caratteristiche particolari. S’avvalgono di un finanziamento europeo ammontante a circa 600mila euro ed il coordinamento eseguito dall’EURAC (nello specifico da quattro istituti: Diritti delle Minoranze, Sviluppo Territoriale e Management del Territorio, Studio del Federalismo e del Regionalismo e Comunicazione Specialistica e Plurilinguismo) con la compartecipazione di dieci partner, tra cui la Provincia di Belluno. La realtà cooperativistica è sorta e voluta fortissimamente da giovani professionisti, appartenenti a vari settori con esperienze, anche estere, della vallata comelicese.

Sin dal suo nome e finalità “Lassù, luoghi alpini della salute, della sostenibilità, delle unicità” vi si coglie la collocazione tra le nostre montagne e vallate, quelle del Comelico, tra le più belle dell’intero arco alpino dolomitico. Dentro le quali, tuttavia, si coglie un sempre più evidente declino, spopolamento e la desertificazione di interi comparti di servizi e infrastrutture fondamentali per una sopportabile qualità del vivere a queste marginalità e altitudini. Di qui, dunque, l’esigenza di partire innanzitutto dall’utilizzo, intelligente e sostenibile, delle notevoli risorse locali con. In primo piano, l’ambiente naturale.

In coerenza con tali premesse e obiettivi, la parola d’ordine del nucleo costitutivo delle cooperativa formato da: Alessandro Buzzo, gli architetti Eva Horno, Nicola Mattarolo, Daniela Zambelli, il geologo David Pomarè, Giulia De Mario, Battista De Monte, Andrea Mazzucco e Mariagrazia Zandegiacomo, non poteva che essere resistere, per progettare e mettere in atto, con lo strumento della cooperazione, politiche di sviluppo territoriale, turistico ed economico. Le attività offerte, dall’integrazione ed interazione del gruppo di professionisti spaziano dal versante tecnico (consulenza, progettazione e direzione dei lavori), a quello culturale (con la didattica, formazione e sensibilizzazione). I vari esperti mettono a disposizione interventi sulla rigenerazione urbana, restauro e riqualificazione energetica, bioedilizia e bioarchitettura, rilievi e monitoraggi strumentali e diretti, progettazione impianti, attività di assistenza archeologica, design, studio e realizzazione grafica e fotografica in ambito progettuale, attività di ricerca, formazione e aggiornamento, promozione, organizzazione e gestione di corsi di aggiornamento o formazione professionale, gestione di eventi, workshop, iniziative, stage, attività didattica ed editoriale , comunicazione e marketing.

Il tutto rivolto sia a soggetti privati (singoli e imprese) sia pubblici, con particolare riguardo agli enti locali e Regole che contraddistinguono, da quasi un millennio, la vita collettiva delle popolazioni dislocate in piccoli paesi disseminati lungo i declivi delle vallate del Padola e del fiume Piave. Non a caso la sede legale della Cooperativa è stata posta al Museo “Algudnei” Palazzo della Regola di Dosoledo che si appresta a divenire un nuovo centro di opportunità e crescita culturale per la vallata.

Eugenio Padovan

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