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“La giunta è dominata dagli edili che vedono solo cemento e centrali elettriche”, ecco la frase incriminata che ha costretto alle dimissioni Marco Baldovin. Le precisazioni di Luca Barbini, presidente degli industriali bellunesi

Luca Barbini
Luca Barbini

«La pubblicazione sui giornali delle dichiarazioni rilasciate da Marco Baldovin a seguito delle sue dimissioni dalle cariche di Confindustria Belluno Dolomiti mi impongono di fare alcune precisazioni, a tutela dell’associazione che rappresento e delle aziende che ne fanno parte». Il presidente degli industriali bellunesi, Luca Barbini, interviene così sulla vicenda che ha portato Marco Baldovin a lasciare la presidenza della Piccola Impresa e la giunta esecutiva di Confindustria Belluno Dolomiti.

«Voglio innanzitutto sottolineare che sono dispiaciuto per quanto accaduto – afferma Luca Barbini – ma chi aderisce alla nostra associazione e, ancor più, chi riveste cariche di vertice deve necessariamente rispettare le sue regole, le sue norme, i suoi principi ed i suoi valori».

«In questo caso specifico – prosegue Barbini – i probiviri di Confindustria hanno esaminato la posizione di Marco Baldovin in relazione ai contenuti del proprio Codice Etico. Fatto grave considerato dai probiviri è stata l’affermazione postata dallo stesso Marco Baldovin sul suo profilo pubblico Facebook, ancora oggi consultabile, nella quale il 12 febbraio alle ore 21.42, subito dopo la sua elezione a presidente della Piccola Industria e al suo ingresso in giunta esecutiva, esprime un giudizio gratuito e negativo, rispetto ad un settore economico essenziale per l’economia della nostra provincia. Cito testualmente:

Marco Baldovin
Marco Baldovin

“Stasera presso villa Doglioni Dalmas, sono stato eletto presidente della Piccola Industria di Belluno. Pertanto divento membro di diritto della giunta degli industriali di Belluno. Ho dovuto prendermi questo impegno solo oneroso in quanto la giunta è dominata dagli edili che vedono solo cemento e centrali elettriche. Almeno ci sarà una voce critica fra di loro…”. Il Codice Etico di Confindustria non permette a chi rappresenta la nostra associazione di fare simili dichiarazioni pubbliche, che dimostrano di non trattare tutti gli associati con rispetto e pari dignità, a prescindere dal settore di appartenenza».

Ma ad aver dato fastidio a Confindustria sembra essere la vicinanza di Baldovin al Movimento 5 Stelle. Probabilmente, se la sua fede politica fosse stata “più ortodossa”, non sarebbe successo nulla.

«Il collega Marco Baldovin – sostiene Barbini – non manca di esternare pubblicamente, con continuità, la sua vicinanza e l’adesione alle posizioni di un movimento politico, contravvenendo ai principi di autonomia, indipendenza ed equidistanza dalle forze politiche che il Codice Etico di Confindustria impone agli associati. Non solo. Confindustria si è data certi valori dal 1991 a salvaguardia del suo profilo di indipendenza. Nel 2003 la Giunta confederale ha votato all’unanimità una delibera che fissa una assoluta incompatibilità tra cariche associative e impegni politici, anche di carattere non elettivo, come nel caso in questione. Inoltre – dice ancora il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – le regole interne richiedono di operare tutti nell’esclusivo interesse dell’associazione, evitando comportamenti che possano lederne l’unità ed il decoro, contribuendo al dibattito su tutti gli argomenti, ma assicurando una risoluzione delle questioni e delle divergenze esclusivamente all’interno dell’ambito associativo. Il Codice Etico è ben noto a tutti gli associati e Marco Baldovin prendendosi questo oneroso incarico doveva esserne ben informato. I probiviri si sono limitati ad evidenziare la gravità del mancato rispetto del Codice Etico, suggerendo e non certo imponendo le dimissioni, al fine di ripristinare una situazione di normalità e regolarità nell’azione dell’associazione».

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