
Se il progetto della moschea è quello riportato dal Gazzettino e dalle dichiarazioni del vicesindaco Enrico De Bona, trovo alquanto assurdo che il Comune di Ponte nelle Alpi gestisca una questione così delicata in segreto e senza l’accordo con la comunità.
Sono d’accordo nel dare a tutti un luogo di culto e di preghiera, ma se questo è il metodo adottato porterebbe semplicemente degli scontri che in primo luogo sarebbero dannosi per la comunità mussulmana oltre che per quella pontalpina. Contrasti come già sta succedendo nella zona di Fonzaso.
La cosa dovrebbe esser gestita in modo intelligente così che le parti possano avere le condizioni migliori per operare.
Le voci che circolano sono contrastanti: qualcuno dice che l’accordo è già stato gestito sottobanco dall’amministrazione, mentre il resto della popolazione non è al corrente di quello che sta accadendo.
Circa un mese fa, insieme ai consiglieri Balcon e Fontanella, ho posto una precisa domanda agli organi istituzionali comunali e al Sindaco, i quali mi hanno risposto che c’era stato solo un interessamento per lo stabile dell’ex-biblioteca dall’associazione Assalem, ma che non se ne sarebbe fatto nulla, perché, sostiene Vendramini, per inserire un luogo di culto all’interno di quello stabile servirebbe un cambio di destinazione d’uso. Cambio a cui Vendramini sarebbe contrario.
Cosa ancora peggiore sarebbe se tutta la gestione fosse fatta a livello del segretario regionale del PD Roger De Menech in vista delle future elezioni regionali per intercettare i voti della comunità mussulmana a discapito della stessa e della comunità pontalpina.
Il capogruppo della Lista PROGETTO COMUNE
Diana Broi
