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Gian Domenico Cappellaro e la Provincia che verrà. Il presidente di Confindustria Belluno contesta la scelta che trasforma Palazzo Piloni in un ente di secondo grado

 

provincia-240x180«Se queste sono le premesse, c’è poco da stare tranquilli: anziché discutere di programmi per il nostro territorio, le forze politiche sembrano pensare esclusivamente ai nomi da candidare, nella solita, vecchia lotta per le poltrone». E’ questo il commento del presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Gian Domenico Cappellaro, sulle trattative in atto, in vista delle prossime elezioni, previste in autunno, per la nomina della nuova amministrazione provinciale. «Dopo oltre due anni di commissariamento caratterizzati dall’assenza assoluta di iniziativa politica – afferma Gian Domenico Cappellaro – mi aspettavo che i sindaci e i partiti avviassero un confronto, serio e responsabile, iniziando dai progetti da attuare con la nuova guida di Palazzo Piloni. Al momento, però, si sentono solo voci sui nomi del possibile presidente, come se fosse questo l’aspetto più importante per le famiglie e le imprese bellunesi». «Tale atteggiamento – aggiunge il presidente degli industriali – conferma, purtroppo, i miei timori sulla trasformazione della Provincia in un ente di secondo grado, scelta che continuo a contestare e a non condividere. La mia preoccupazione è che, in questa fase così delicata e incerta, i ragionamenti tra le forze politiche si limitino alla ricerca di un equilibrio tra i sindaci sulle varie posizioni da occupare, tra Provincia e Consorzio dei Comuni. Vorremmo invece sentir parlare di programmi. Che cosa si intende fare per le imprese, per l’occupazione, per la competitività del territorio, per il rilancio del turismo, per i giovani? Che idee ci sono? Dove si pensa di trovare le risorse? Che posizioni saranno assunte nei confronti dei governi regionale e nazionale sulle tante questioni ancora aperte? E possibile trovare un’unità di intenti su alcuni punti fondamentali o prevarranno altre logiche che nulla hanno a che vedere con gli interessi dei bellunesi?». «L’auspicio – conclude Gian Domenico Cappellaro – è che il confronto sui nomi sia accompagnato da una seria riflessione sugli impegni da portare avanti, con concretezza e determinazione. Altrimenti non so cosa possa cambiare rispetto agli ultimi due disastrosi anni di commissariamento».

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