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Noi Bellunesi. Giacomo Deon, presidente della Confartigianato imprese Belluno lancia la proposta di un’assise di tutte le rappresentanze dei bellunesi, chiamati a discutere le linee strategiche per il futuro della Provincia di Belluno

 

Giacomo Deon
Giacomo Deon

C’è un gran dibattito attorno alla nuova Provincia di Belluno che, come è noto, sarà di secondo grado. In altre parole saranno i comuni, attraverso i consiglieri comunali, ad eleggere gli organi provinciali e il presidente della Provincia. Si apre una situazione nuova ed inedita per il nostro territorio, per la quale, giustamente, si accende il dibattito. In questo contesto vorrei dire la mia.

Tra Ente Provincia e Consorzio Bim, il governo del territorio è in capo agli Amministratori provinciali, i soggetti sono gli stessi, tanto più che, peraltro, sarebbe opportuno coordinare i momenti elettorali per entrambi gli enti. Detto questo mi interessa sottolineare come la partita riguardi i bellunesi e la loro capacità di guardare al futuro con responsabilità e lungimiranza. I bellunesi, infatti, non possono più permettersi di non essere, intimamente, bellunesi, artefici del loro futuro, mettendosi insieme. Quante volte abbiamo sottolineato le divisioni interne alla provincia di Belluno per le differenze tra le valli, tra l’alto e il basso bellunese, tra le aree che guardano alla pianura, quelle che hanno relazioni con Trento, con la Pusteria, con il Friuli Venezia Giulia. Certo, il territorio è vasto ma non di meno bisognerà puntare all’unità!

I bellunesi sono chiamati ad affrontare insieme i problemi e le sfide che li attendono, mettendo da parte le divisioni che non si possono più permettere, lasciando spazio alle convenienze, se non sono animati da altre speranze. Non ho dubbi che tutto ciò sia difficile: la Provincia di Bolzano impiegò trenta anni ad assimilare l’autonomia conquistata. Noi bellunesi, che non abbiamo difronte analoga prospettiva, ma solo pochi spazi di autonomia dettati da alcuni presupposti di specificità, dovremo concentrarci, almeno, sulle cose che possiamo fare, amministrando al meglio la vita pubblica all’interno del nostro territorio.

La cosa riguarda tutti, ciascun bellunese e non solo i bellunesi in vista perché dentro nell’ambito della politica o dell’amministrazione o delle associazioni di categoria o organizzazioni sindacali. I bellunesi, in buona sostanza, me compreso, dovrebbero questa volta lasciare da parte atteggiamenti da scaricabarile e coltivare l’amore per la propria terra. Terra che ha due principali problemi, per il fatto di essere “alta” e “di mezzo”. Ci vuole unità di intenti per uscire dalle secche, dopo tre anni di commissariamento della Provincia di Belluno e in vista dell’acquisizione di quella specificità montana che ben due leggi, lo Statuto della Regione Veneto e la legge 56/2014, ci riconoscono.

Saremo all’altezza della situazione?

Ho molte volte fatto fatica a far transitare l’idea di costituire un patto, un’aggregazione, un’intesa che potesse esprimere un obiettivo comune. Anche se capisco le diffidenze e le situazioni, che reputo fine a se stesse, non voglio desistere dall’idea.

Presento allora una nuova proposta. L’Assemblea degli amministratori che fra poco dovrà riunirsi indichi una data per una assise di tutte le rappresentanze dei bellunesi. Un convegno in cui presentare, possibilmente su un unico foglio di carta le linee strategiche che riguardino il futuro di noi bellunesi. Che ne dite?

Giacomo Deon – presidente Confartigianato imprese Belluno

 

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