HomeCronaca/PoliticaTrasporto pubblico. Del Bianco: "No all'unificazione degli ambiti Belluno-Treviso"

Trasporto pubblico. Del Bianco: “No all’unificazione degli ambiti Belluno-Treviso”

“Sarebbe un’operazione dal sapore puramente aziendalistico, a discapito del Tpl e dell’autonomia bellunese”

Venezia,7 maggio 2026 – “L’ipotesi di creare per il trasporto pubblico un unico bacino tra le province di Belluno e Treviso è da respingere con nettezza. E sorprende che l’apertura a questo scenario sia arrivato dal presidente della Provincia, Marco Staunovo. Sia perché le sue dichiarazioni sono in contrasto con la posizione di contrarietà assunta dal consigliere con delega ai trasporti, Massimo Bortoluzzi. Ma soprattutto perché Staunovo sembra ignorare le conseguenze di una fusione: ovvero quella di privare la provincia di Belluno di quella autonomia e specificità in materia di trasporti. Una competenza che bisognerebbe semmai rafforzare, dando piena attuazione della legge regionale 25 del 2014”.

La presa di posizione, a seguito di notizie di stampa, è del consigliere regionale del PD, Alessandro Del Bianco.

“Se proprio esiste una motivazione a questa operazione, non è sicuramente legata ad una logica di rafforzamento dei servizi nell’area montana. Piuttosto, alla base, temo vi siano spinte dal sapore aziendalistico, visto che anche il presidente della trevigiana Mom appoggia la linea dell’accorpamento. Esiste infatti un denominatore comune, o meglio un socio comune, tra Dolomiti Bus e Mom: vale a dire Autoguidovie, soggetto privato che detiene la maggioranza delle quote della prima azienda di trasporto e un pacchetto rilevante della seconda. A chi gioverebbe dunque questo accorpamento di bacini? Al pubblico, inteso come cittadini, oppure ad un privato?”.

“È singolare poi che il presidente di Mom dichiari apertamente il motivo per cui il bacino di Belluno è attrattivo, vale a dire la presenza di Cortina. Il tutto, in una prospettiva che mira al guadagno derivante dalle tratte turistiche, visto che non manca il riferimento anche a Jesolo. Come se non ci fosse invece la necessità di un rafforzamento delle linee urbane e extraurbane di servizio a cittadini, studenti e lavoratori che in questi anni sono state, peraltro, estremamente ridimensionate a fronte di utili milionari di una società, Dolomiti Bus, che nel frattempo è stata privatizzata. L’ accorpamento del bacino non sarebbe nient’altro che la prosecuzione di un progetto aziendalistico che nulla a che fare con il servizio pubblico”.

“Invitiamo il presidente Staunovo a tenere ferma la contrarietà espressa da Bortoluzzi. Di certo, nell’ipotesi che la Giunta regionale proponga un provvedimento di fusione, daremo il nostro forte negativo in sede di commissione Trasporti. Affinché questa posizione abbia la forza necessaria però – conclude Del Bianco – non sono ammissibili tentennamenti da parte della Provincia. Per questo credo che la contrarietà a questa unificazione sia una delle prime questioni da porre, senza se e senza ma, nel nuovo Consiglio provinciale che verrà eletto il prossimo 17 maggio”.

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