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Canone speciale Rai. Moreno De Col: “Si torna a colpire nel mucchio”

 

Moreno De Col
Moreno De Col

A distanza di due anni è ripresa da parte della RAI l’indiscriminata richiesta alle imprese di pagare il canone speciale RAI per chiunque detenga fuori dell’ambito familiare uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni televisive indipendentemente dall’uso al quale gli stessi sono adibiti.

“Va detto, fa notare il presidente dell’APPIA, Moreno De Col che in questo lasso di tempo non sono intervenute modifiche normative in merito ai soggetti interessati al pagamento e che quindi fa fede la nota del Ministero dello Sviluppo Economico del 22 febbraio 2012 che, fornendo chiarimenti sull’applicazione del decreto 246 del 1938, precisa che devono pagare il canone solo gli apparecchi dotati di sintonizzatore e dunque idonei alla ricezione del segnale radiotelevisivo.

Spiace, che ancora una volta la RAI abbia scelto di utilizzare un metodo non corretto rispetto alle finalità perseguite dalla legge ed irrispettoso nei confronti di tutte quelle imprese che pur non essendo tenute al pagamento del canone, sono insistentemente raggiunte da una comunicazione che genera incertezze e preoccupazione”.

Per questi motivi, conclude De Col, la CNA Nazionale è immediatamente intervenuta denunciando la gravità del problema attraverso una forte sensibilizzazione nei confronti della politica, delle istituzioni e della stessa RAI con una lettera aperta al Presidente Anna Maria Tarantola chiedendo di bloccare l’invio massivo delle lettere alle imprese e di risolvere in via definitiva la questione.

 

 

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