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Amarcord, senso di vergogna e bisogno di indipendenza. Soluzione ad un problema in bilico tra sociologia e politica * di Paolo Bampo

 

Paolo Bampo
Paolo Bampo

Secoli orsono, quando ero bambino, esisteva la figura del lattaio. Portava il latte a domicilio in bottiglie di vetro chiuse con un leggero tappo di alluminio monouso. Raccoglieva la bottiglia vuota del giorno prima, lasciata fuori dell’uscio e poneva al suo posto la nuova. Il sabato passava con due bottiglie e, sotto il vuoto del venerdì, trovava i soldi della settimana…così più o meno ovunque nelle vie della mia città. Nessuno osava toccare le cose ed il denaro del prossimo. Oggi, mestamente in prima pagina del quotidiano locale, ancora cattive notizie: 19 vigili urbani di Cortina avrebbero distratto i proventi delle contravvenzioni. Su internet ed in TV, invece, l’anticipo di quello che sarà domani il tormentone degli arresti a Venezia. Dai monti al mare. Malaffare e corruzione anche da noi in Veneto, a Venezia, sulle Dolomiti, sulla riva destra e sinistra dei nostri fiumi, a sporcare i simboli della nostra terra. Dal piccolo fatto al grande. Stiamo diventando marci anche noi, seguendo schemi e modelli che non erano i nostri, senza renderci conto che ormai la puzza sta infiltrandosi sotto la porta di casa nostra. Colpa del cosmopolitismo? Colpa del contagio e della contiguità mafiosa? Colpa di una cultura allo sbando per la necessità di sopravvivenza o per le deviazioni dovute alla cupidigia? Di tutto un po’. Di certo la madre di ogni vizio per 70 anni è stata l’Italia tanto celebrata con patriottismi posticci, da opportunisti di dubbia fama e/o creduloni di professione. Uomini hanno colonizzato con le proprie bugie ed i propri difetti un Paese in nome della rappresentanza di un popolo, che popolo non è mai stato. Non è, infatti, una famiglia quella ove, ad ogni livello verticale ed orizzontale, il più furbo vive alle spalle del credulone e del rassegnato. Dobbiamo liberarci del marciume. Indipendenza non è solo un fine o bisogno politico, ma anche un vero e proprio fine e bisogno sociale, morale ed etico. Indipendenza dall’oppressione politica e indipendenza dal malcostume. Non credo si tratti di una coincidenza, ma di una correlazione; di una interdipendenza delle due necessità. Solo due cose possono ora salvarci: o una rivoluzione, vera, alla francese o all’americana, che polverizzi ogni cosa, permettendo così la ricostruzioni su nuove basi, o l’Indipendenza per via democratica e legale, quale scialuppa di salvataggio di una terra che vuol risollevare la testa e aprire un processo di rinascita parzializzata. Non si sa mai che la piccola scialuppa veneta possa in futuro rappresentare la boa di salvataggio per tutto il bastimento marcio ed oggi destinato al sicuro naufragio di tutti i passeggeri.

Paolo Bampo

04.06.2014

 

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