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domenica, Febbraio 25, 2024
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Elettrodotti in Valbelluna. Depositata la risoluzione per la sospensione della Via e l’istituzione di una commissione tecnica mista

traliccio 380 kvSospendere fin da subito la procedura di VIA del progetto di Terna denominato “Razionalizzazione e sviluppo della rete di trasmissione nazionale (RTN) nella media valle del Piave”. Istituire una Commissione tecnica mista Regione Veneto-Terna per verificare le criticità della rete elettrica esistente e quella in progetto in Veneto. Approntare una strategia di sviluppo sostenibile delle infrastrutture elettriche che adottino le migliori tecniche possibili.
Sono queste le tre azioni contenute nella risoluzione presentata, quale primo firmatario, dal consigliere regionale di Forza Italia Dario Bond in Consiglio regionale a Venezia nei giorni scorsi e che ha già ricevuto l’ok di molti colleghi appartenenti a tutti gli schieramenti.

“La mia non vuole essere l’azione di un singolo politico o di un partito specifico, ma la mobilitazione di un territorio in tutte le sue componenti”, ha sottolineato Bond nel corso 
della conferenza stampa di presentazione della risoluzione avvenuta questa mattina al Centro Giovanni XXIII a Belluno. 
“Il documento, che impegna la giunta regionale su un triplice fronte, vuole lanciare a Terna un messaggio forte e chiaro”, ha detto Bond. “Cara Terna, prima di approntare qualsiasi progetto, devi confrontarti coi territori”.
La risoluzione, stando a una prima tabella di marcia, potrebbe arrivare in Consiglio regionale entro la prima metà di giugno: “Dobbiamo fare presto, per questo mi auguro che tutti i miei colleghi capigruppo mi diano una mano per la calendarizzazione”, ha rimarcato Bond.
Sul fronte romano, nel frattempo, il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli ha chiesto e ottenuto l’audizione in Commissione Ambiente di Terna: “La società ha appena rinnovato i suoi vertici e sarà il modo migliore per confrontarsi con la dirigenza e porre questioni specifiche sulla Valbelluna”. Piccoli ha anche annunciato che nei prossimi giorni sarà depositata un’interrogazione specifica in modo da coinvolgere in maniera più diretta il Ministero competente.

“Il nostro territorio ha bisogno di infrastrutture come del pane ma questo processo 
non può prescindere dal territorio e dalle sue specificità”. 
Il professor Giovanni Campeol, dal canto suo, ha fatto una disamina puntuale delle criticità emerse in questi anni, dalla “debolezza metodologica del piano di Terna su scala nazionale” alla “necessità di cambiare le tecnologie ripristinando un corretto dialogo con i territori”. L’esperto ha sottolineato l’opportunità di spostare la centrale di Polpet e di interrare i cavi ove possibile.
Presenti numerosi consiglieri comunali – di diversi schieramenti – e i comitati dei cittadini che da anni, nei rispettivi territori, stanno portando avanti la loro battaglia. “Il territorio sta difendendo se stesso: non siamo contro le infrastrutture ma chiediamo tecnologie migliori”, hanno detto. “Non siamo affetti dalla sindrome del Vajont, chiediamo semplicemente di essere 
ascoltati e di difendere il nostro territorio”.

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