Nel giorno il cui MonitorCittà dirama la classifica del gradimento dei sindaci dei capoluoghi italiani che vede Jacopo Massaro all’invidiabile 7ma posizione nazionale, il Movimento 5 Stelle promuove una censura “nei confronti del Sindaco e della Giunta per il loro comportamento omissivo poco rispettoso delle indicazioni e decisioni del Consiglio Comunale”.
D’accordo, il 7mo posto di Massaro è riferito al I° semestre 2013, ma è inverosimile supporre che la condotta del sindaco e la sua giunta si deteriori e precipiti da un semestre all’altro.
E allora, se è vero come è vero che i cittadini bellunesi hanno promosso il primo cittadino nel sondaggio di Datamedia, mentre l’opposizione in consiglio comunale gli lancia addosso pesanti pietre censorie, c’è qualcosa che non quadra nella percezione degli eventi della città.
Delle due l’una, o si sono sbagliati quei cinquecento bellunesi che si sono dichiarati per lo più soddisfatti dell’operato del sindaco, oppure sono pretestuose le accuse mosse a Massaro e alla sua giunta dal Movimento 5 Stelle.
Quale che sia la verità, sia essa nel mezzo, laterale a destra o sulla sinistra, l’uomo che domattina cammina per la strada e leggerà i titoli delle locandine dei quotidiani probabilmente penserà: se Massaro è al 7mo posto su 117 capoluoghi di provincia e i grillini lo censurano non ci sono dubbi, si tratta solo di beghe tra frati.
Roberto De Nart
