
“Mi sembrava giusto e doveroso che il Consiglio regionale, la massima Istituzione del Veneto, commemorasse il Cinquantenario del Vajont recandosi materialmente sui luoghi della Tragedia. In questi casi, occorre dimostrare anche vicinanza fisica”.
A dirlo è il capogruppo del Pdl Dario Bond, dopo che la conferenza dei capigruppo di Palazzo Ferro-Fini – su proposta dello stesso Bond – ha organizzato per lunedì 7 ottobre in municipio a Longarone una commemorazione ufficiale che si concluderà con la deposizione di una corona d’alloro nel cimitero monumentale di Fortogna.
“Sarà una cerimonia semplice aperta a tutti i consiglieri regionali. Mi auguro una presenza massiccia da parte dei miei colleghi. Sarebbe bello che il Veneto fosse rappresentato da tutti i suoi territori e le sue comunità. Il Vajont è stata una tragedia dell’umanità e l’unico modo per ricordarla nel tempo – anche come monito alle generazioni future – è farla conoscere nei dettagli a quante più persone possibile”, conclude Bond.

Sull’evento interviene anche il segretario provinciale della Lega Nord Diego Vello, che afferma: “Napolitano non verrà a celebrare il 50° anniversario della tragedia del Vajont, lui come Letta hanno altro da fare!
Non esistono scuse di fronte a certe ricorrenze e non credo sia una problema di tempi o di comunicazioni dato che siamo nel 2013. Un elicottero ed un cellulare penso non si neghi a nessu Presidente della Repubblica, quello che si nega qui è il rispetto verso le vittime e i famigliari di una indescrivibile tragedia.
Umilia sapere che saranno i bellunesi a dover andare da Napolitano, non si era mai sentito che per ricorrenze funebri siano i familiari delle vittime ad andare a casa di altri per farsi fare le condoglianze e magari ringraziare, siamo al paradosso. Ai bellunesi chiedo di rimanere a Belluno, Sindaci in primis che da questo Stato ricavano solo tagli e sempre meno servizi; non dobbiamo prostrarci innanzi a nessun padrone per farci dare una pacca sulla spalla, lo Stato deve riconoscere il valore di questo anniversario e venire a Longarone. Duemila vittime non meritano scuse.
Questa è la riprova quanto Belluno e i suoi territori siano dimenticati dall’Italia, tranne quando, ovviamente, siano da sfruttare per il bene patrio. Il Vajont come le vittime della grande guerra che hanno segnato con ferite indelebili il territorio bellunese, al motto del bene della nazione, siano esse motivazioni industriali o di difesa, ci portano a porci una domanda a questo punto: morire per questo Stato a cosa è servito?
Siamo uno dei territori più disagiati d’Italia – conclude Vello – , senza rappresentanza politica, senza autonomia fiscale e con un futuro incerto e lo Stato ancora una volta si dimentica di noi!”
