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Schede ospedaliere, analisi e considerazioni del Bard

logo-belluno-autonoma-leggeraA breve le schede ospedaliere verranno riviste a livello regionale. Il Movimento Bard focalizza l’attenzione su alcuni loro aspetti negativi, che in futuro potranno portare ad ulteriori penalizzazioni per il nostro territorio, nonostante facili trionfalismi elettorali espressi da politici locali.

Ulss 1. Ospedale di Belluno: l’aver tolto tre primariati non giova certo alla pomposa descrizione del San Martino come Hub di riferimento provinciale. I veri ospedali Hub in Veneto sono 5; hanno sede a Tv, Pd, Vr, Ve, Vi. E’ centro di riferimento per l’ULSS 1 e per alcune specialità per la provincia di Belluno (emodinamica ad es. ).

Le attività di radioterapia, neurochirurgia, microbiologia , medicina nucleare e terapia del dolore vengono coordinate (leggi subalternità) da Treviso. La neurologia è sede di una unità per la terapia dell’ictus di 1° livello mentre per il 2° livello dobbiamo sempre far riferimento a Treviso.

Ospedale di Pieve di Cadore: l’attività di chirurgia generale è in regime di Week-surgery (attività chirurgica solo di elezione con degenze di breve durata) Ciò significa che il paziente viene dimesso di norma entro venerdì dato che il reparto chiude sabato e domenica; tutte le urgenze vengono inviate a BL. Il servizio quindi è solo parzialmente utile alla popolazione cadorina. Il servizio di cardiologia è stato soppresso. Patologia neonatale e pediatria ed altre aree sono “garantite in ambito aziendale”, leggesi che i pazienti vengono direttamente dirottati a Bl. Anche qui vale il discorso della estrema marginalità del territorio cadorino.

Radiologia poi è garantita di notte con la tele refertazione, come del resto tutta la Ulss. Ma il servizio è solo parziale, in quanto privo di ecografia e tac con mezzo di contrasto. Sarà soppresso il laboratorio di analisi che verrà sostituito da una macchina utilizzabile solo per le urgenze, non si sa se da un tecnico di laboratorio, da un infermiere, da un ausiliario. Chi certificherà le analisi eseguite in regime di urgenza?

Ospedale di Agordo: qui la situazione è ancor più problematica. L’area chirurgica è in regime di day-surgery: alle 17,00 tutti a casa! Quindi nessun ricovero ordinario né di urgenza. L’attività era già stata ridotta ( divieto di eseguire attività chirurgica in urgenza ed alcuni tipi di intervento) dal precedente direttore generale Compostella, che per questo era stato colpito da un esposto/denuncia dai giovani Agordini da tempo attivi a difesa dell’ospedale. Domanda: a cosa servono 10 posti letto di day surgery ? Non certo agli Agordini; al massimo ai Bellunesi che saliranno ad Agordo per interventi di routine (ernia,varici,ecc.) ma con aggravi di spesa. Anche ortopedia e traumatologia agiscono in regime di week surgery/diurno/ambulatoriale (interventi in elezione con corta degenza ) . Ciò significa che le urgenze vanno dirottate direttamente a Bl. Domanda: cosa succederà in periodi di ferie estive, più ancora invernali, con l’acuirsi della traumatologia? Tutto il resto dei servizi verrà garantito in ambito aziendale, come a Pieve. Dulcis in fundo il pronto soccorso; per definirsi tale deve essere supportato da alcune unità operative, ad esempio chirurgia, cardiologia e medicina. Esisterà solo quest’ultima. Considerazione finale per Agordo: l’ospedale dal punto di vista funzionale è stato cancellato mentre rimane nelle schede come Ospedale per acuti. Siamo di fronte ad un finto ospedale.

Per il Codivilla di Cortina si è generata una situazione schizofrenica: passato da una gestione mista pubblico/privata, è stato dichiarato dalla legge regionale pubblico, salvo nelle schede diventare struttura pubblica ma a gestione privata con valenza extraregionale. Perché allora tutti i suoi posti letto sono conteggiati nella Ulss 1, quando Cadorini e Bellunesi ne usufruiscono solo in parte?

Ulss 2. Ospedale di Feltre acquista 4 “primariati“ e 19 letti e diventa sede di una unità di chirurgia oncologica gastrointestinale a valenza regionale; la cosa desta qualche perplessità quantomeno se mettiamo tale reparto a confronto con lo IOV (istituto oncologico veneto) e coi 5 veri hub regionali, dei quali due a valenza regionale Pd e Vr, ricchi di tecnologia che manca a Feltre e di chiare ed indiscutibili professionalità.

Un altro dato che balza evidente è che in entrambe le Ulss manca chirurgia vascolare, pur avendo noi il più alto numero di anziani in % in Veneto, mentre, per esempio, a Bassano (come a Cittadella) che non ha un bacino di utenza di 1.000.000 di persone, tale attività è presente.

Non mancano altre problematiche, ma passiamo alla realtà delle ambulanze.

Appare evidente la sperequazione tra Agordo e Pieve di Cadore sia a livello di automedica (con medico a bordo) sia di Als (solo con infermiere). La popolazione agordina è grosso modo la metà di quella cadorina, ma ha in dotazione solo un terzo della disponibilità di quest’ultima. Se poi confrontiamo i dati con realtà simili (Comunità dei 7 Comuni di Asiago) appare ancor più evidente la disparità. Asiago inoltre può rivolgersi a due ospedali vicini potendo usufruire di più direttrici, cosa non possibile da Agordo verso Bl, se non con l’elicottero o facendo una variante per i passi.

Al di là di quanto appare in prima battuta (mantenimento dei posti letto, parità di primariati totali, mantenimento degli ospedali), con una lettura più attenta si può affermare che:

1) l’ospedale di Agordo è nei fatti eliminato.

2) gran parte delle attività apicali di Pieve ed Agordo sono condivise con primariati a scavalco.

3) attività importanti come emodinamica sono già in comune tra Bl e Felre. Il che deve spingere tutte le Comunità bellunesi ad una attenta riflessione, senza alcuna pregiudiziale, sulla riorganizzazione della nostra intera sanità, pena decisioni calate dall’alto.

4) molte delle attività di entrambe le Ulss sono USD (unità semplice distrettuale) sotto tutela di Treviso.

 

Considerazioni finali:

1) queste schede appaiono chiaramente redatte ad uso e consumo dei referenti politici locali, donde la penalizzazione di Agordo, che non ne ha.

2) esse sono la linea base per la futura cancellazione della sanità bellunese, che diverrà propaggine minoritaria di quella trevisana. Anche se la sanità non rientra nelle “forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa” da conferire alla Provincia di Belluno in ottemperanza al famoso art. 15 del nuovo Statuto regionale, crediamo che penalizzarla in questo modo sia un pessimo inizio per quel percorso.

3) i risparmi che si sono attuati col taglio di servizi sono stati vanificati dalla presenza di doppioni ( urologia, oncologia, ORL, nefrologia ad es.) e dal permanere di figure apicali amministrative nelle due Ulss, che comportano spese annue ben superiori al milione di €, che tutti si erano ripromessi di eliminare a parole sui giornali ma che si sono impegnati a mantenere, anzi ad aumentare per puri futuri calcoli elettorali.

4) il Bard si impegna anche in questo campo ad agire per la vera tutela dei servizi nel territorio, senza privilegiarne o penalizzarne alcuno. Le terre Alte devono avere le stesse possibilità e tutele della parte meno alpina, in un’ottica di compensazione e di convivenza che sarà la nostra vera ricchezza.

 

 

- Advertisement - Roberto Denart
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