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Treno Venezia-Calalzo, ennesimo disservizio

treno“Oggi, 24 maggio 2013, si é verificato l’ennesimo disservizio che Trenitalia “ci regala” oramai quasi quotidianamente. Ecco brevemente quanto accaduto.

Il treno partito da Venezia alle ore 8.03 e diretto a Calalzo di Cadore è stato soppresso a Conegliano dopo essere arrivato con ben 45 minuti di ritardo. Ritardo a parte, quello che maggiormente ha indispettito i viaggiatori sono stata le poche e non corrette informazioni. Dopo un’attesa quasi grottesca, finalmente i viaggiatori vengono fatti salire sul treno. Infreddoliti, ma sicuri di partire, le loro aspettative vengono presto disilluse quando, ahimè, una voce avvisa che il treno è soppresso e che un pullman all’esterno della stazione li attende per portarli finalmente a destinazione. I viaggiatori allora, riprendono i propri bagagli e si dirigono alla piazzola di sosta dei pullman con la speranza di poter partire. Dopo altri dieci minuti di attesa, durante i quali non si palesa nessun pullman ed il personale di Trenitalia non da alcun tipo di informazione, un gentile viaggiatore avverte i passeggeri che un convoglio li attende al binario 1G. Armatisi nuovamente dei propri bagagli e di una dose infinita di pazienza, i poveri sventurati si recano al binario indicato e salgono sul treno. Alla fine, il treno è partito, ma coloro i quali sono diretti a Belluno non vi sono coincidenze a Ponte nelle Alpi, mentre per i viaggiatori diretti a Calalzo un pullman li aspetta per portarli a destinazione. Durante il tragitto Conegliano-Ponte nelle Alpi, parlando con un viaggiatore scopriamo che la soppressione del primo treno era dovuta alla sostituzione del locomotore del treno partito da Venezia già a Treviso, lo stesso locomotore che a Conegliano si è fermato.

Durante il tragitto, osservando gli altri passeggeri, tra i quali vi erano diversi turisti stranieri diretti in Cadore, pensavo al tipo di immagine del nostro Paese che stavamo dando loro e ascoltavo con un certo imbarazzo i loro commenti. Le mie riflessioni riguardavano anche i numerosi pendolari che ogni giorno subiscono questi ripetuti inconvenienti che, con il nuovo orario del prossimo dicembre, secondo quanto diceva un pendolare, potrebbero aumentare ulteriormente.

La mia domanda ora è. Come possiamo volere e realizzare un turismo sostenibile e di qualità, con meno inquinamento e con più servizi, se, considerati i ripetuti disguidi a cui Trenitalia sottopone chi viaggia, si incentiva l’uso del mezzo proprio?

Alla politica la risposta.”

Antonietta Gava

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