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Vogliono insabbiare la vicenda Bim Gsp * di Silvano Martini

Silvano Martini
Silvano Martini

Riguardo all’annosa e penosa vicenda della gestione del Servizio Idrico integrato affidato ” In House” alla GSP gestione servizi pubblici, società di proprietà dei Comuni Bellunesi, credo che a questo punto sia preferibile l’intervento della magistratura.

L’esperienza di gestione pubblica per il tramite di una società a partecipazione pubblica che gestisce “in House” il sistema idrico del bellunese é fallita miseramente e disonora una intera comunità che appare, al di fuori dei confini bellunesi, incapace di prendersi carico della gestione dell’acqua nel suo territorio. Meglio dirlo chiaramente perché se non si parte da questa verità non si può nemmeno pensare di affrontare con serietà la tristissima vicenda.

Il passivo accumulato negli anni dalla società e la pesantissima situazione debitoria di GSP rischia di trascinare al dissesto molte amministrazioni locali bellunesi che sono creditrici per milioni di euro della società che gestisce il servizio idrico integrato nella nostra provincia.

Moltissime sono le imprese bellunesi che rischiano il fallimento a causa della mancata esigibilità dei crediti vantati nei confronti della società.

Le responsabilità di quanto accaduto e di quello che ancora oggi accade sono talmente diffuse che, in provincia di Belluno, si é saldata una rete dei principali partiti e di molti amministratori con il compito precipuo di insabbiare la vicenda BIM GSP.

I cittadini bellunesi pagano perciò colpe di altri e sono vessati ogni giorno di più da aumenti delle tariffe idriche che falcidiano i magrissimi bilanci delle loro famiglie.

Davanti all’edificio in fiamme si assiste ad un orrido e irresponsabile balletto dei partiti che fanno il gioco delle parti con l’unico scopo di posticipare il giorno del giudizio.

Che vergogna, che schifo!

Occorre definire una volta per tutte le responsabilità di gestione e il destino del BIM – GSP e occorre evitare che, come molti che hanno colpe precise vorrebbero, a pagare siano sempre e solo i cittadini Bellunesi.

Occorre soprattutto ripristinare il diritto del popolo Bellunese, terra nella quale l’acqua abbonda, a pagare il giusto per l’acqua ed il suo trattamento. Se si continuano ad applicare aumenti tariffari in progressione geometrica c’è il rischio concreto che le bollette diventino insopportabili e che comunque la società non riesca a far fronte ai suoi impegni come del resto già oggi avviene.

” Cronaca di una morte annunciata”! Qesto potrebbe essere il titolo dello spettacolo che, sotto gli increduli occhi dei bellunesi, va in scena da troppo tempo. Peccato che la morte, insieme a quella della società BIM-GSP, potrebbe essere quella del territorio bellunese e dell’onore di un popolo, accusato ingiustamente di non saper gestire, con l’acqua, nemmeno l’Autonomia che chiede!

L’Autonomia é prima di tutto responsabilità !

Il tempo della vergogna deve terminare al più presto ed é meglio che a mettere la parola fine alla vicenda GSP e a chiedere conto dell’accaduto a tutti i soggetti coinvolti intervenga la magistratura.

I cittadini bellunesi non meritano di subire ancora le conseguenze della mala gestione del servizio idrico integrato nel territorio.

Certo é triste dover prendere atto del fallimento di questa esperienza ma é venuto il momento di togliere la testa dalla sabbia per rialzarla e affermare una volta per tutte il diritto del popolo Bellunese alla verità !

Silvano Martini

Vicepresidente BARD

Candidato “Scelta Civica” con Monti per l’Italia.

 

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