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venerdì, Marzo 5, 2021
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L’appello al voto delle primarie del Pd a sostegno di Mariateresa Cassol

maria teresa cassolNoi sottoscritti, elettori del PD, abbiamo elaborato un documento politico-programmatico con contenuti fortemente legati al lavoro, all’economia, all’occupazione, al sociale, al volontariato e agli assetti istituzionali.

A Mariateresa Cassol, candidata alle primarie, che lo ha convintamente sottoscritto e per il suo costante impegno a favore del lavoro e del sociale, va il nostro pieno sostegno.

Nella speranza che anche Belluno possa esprimere alle prossime elezioni politiche personalità che con la loro storia hanno sempre operato mettendo al centro le reali problematiche del territorio e delle persone che lo abitano.

 

 

Marco Perale Belluno

Christian De Pellegrin Belluno

Gabriele Ganz Belluno

Luca Sommavilla Belluno

Alberto Simiele Belluno

Renato Bressan Belluno

De Min Claudio Belluno

Oscar D’Inca’ Trichiana

Ivano Platolino Trichiana

Esther Zampieri Longarone

Maria Rita Gentilin Feltre

Paolo Sandi Feltre

Mariaantonia Cassol Zoldo

Danilo Casagrande Sospirolo

Loredana Casanova Pieve di Cadore

Paolo Casagrande Lentiai

 

 

DOCUMENTO POLITICO PROGRAMMATICO PER UN NUOVO PD BELLUNESE

 

La situazione di grande difficoltà che sta attraversando la Provincia di Belluno è collegata alla crisi mondiale che ormai insiste da 5 anni, ma è anche accentuata dal fatto che ci troviamo in un territorio interamente montano nel quale lo sviluppo, gli insediamenti produttivi, le infrastrutture, i servizi alla persona, la mobilità, l’accesso all’istruzione, hanno caratteristiche ed equilibri economici molto diversi e  molto più difficili da sostenere rispetto a territori di pianura.

 

L’indebolimento del nostro sistema economico accompagnato dai continui tagli legati ai trasferimenti agli Enti Locali che trasferiscono sul territorio tutte le difficoltà per mantenimento del Welfare locale, stanno di fatto generando un’involuzione socio-economica.

 

Ciò lo si evince dal continuo spopolamento del territorio confermato anche dalle ultime rilevazioni dell’Istat le quali fotografano un andamento demografico negativo tra nascite e decessi della popolazione locale non più compensato, già da 3 anni, da ingressi degli immigrati.

 

Questo determina una serie di fattori negativi che vanno dall’impossibilità di mantenere i tassi di attività, dall’accentuazione delle problematiche legate alla cura delle persone soprattutto anziane, si pensi al ruolo importante svolto dalle badanti provenienti in particolar modo dall’est-europeo e non per ultimo dalle condizioni di precarietà sempre più estesa, come rilevato dall’agenzia regionale Veneto-Lavoro, alle quali sono sottoposte le nuove generazioni costrette sempre più spesso ad emigrare in altre province.

 

L’acuirsi della crisi, che non riguarda solo importanti aziende industriali, ma tocca in maniera pesante l’indotto e la sub-fornitura, il commercio, turismo e non per ultimo il settore agricolo, e le sempre più limitate capacità di spesa delle amministrazioni locali sono all’origine della forte instabilità sociale che contrassegna questo periodo.

 

Necessita, pertanto, un governo del territorio che guardi alle reali esigenze del sistema economico e delle condizioni sociali delle persone che lo abitano.

Per questo anche a Belluno migliaia di persone guardano con speranza e fiducia al Partito Democratico.

 

Il Partito deve saper cogliere queste nuove istanze rilanciando, con una saggia concertazione con le forze produttive, economiche e del volontariato, uno sviluppo programmato del territorio.

 

Sul piano produttivo vanno sostenute le imprese manifatturiere che ancora oggi, nonostante le tante difficoltà, occupano circa il 40% degli addetti complessivi.

 

Sostenere vuol dire favorire le imprese nella ricerca di nuovi mercati esteri, favorendo la pratica del consorzio per uscire da una dimensione imprenditoriale troppo spesso piccola per poter accedere a finanziamenti regionali, statali ed europei privandosi così di una quanto mai necessaria innovazione tecnologica, di processo e di prodotto.

 

Lo stesso vale per un settore strategico rappresentato dall’edilizia.

 

L’edilizia  dovrebbe rappresentare per questa provincia un settore importante per il suo rilancio in quanto ad esso collegato si potranno sviluppare quelle attività di gestione del territorio, del recupero e ristrutturazione del  patrimonio urbanistico e viario e della manutenzione delle opere pubbliche e dei servizi , utili se non indispensabili per una maggiore vivibilità in montagna e per lo sviluppo di un turismo diffuso non legato essenzialmente alla stagionalità.

 

Per questo bisogna dare corpo ad una serie di progetti che vedano  la partenza di investimenti pubblico e privati, improntati su scelte importanti degli enti locali, fatte in una visione collegiale dello sviluppo eco-compatibile del territorio e della sua manutenzione permanente.

 

Bisogna, inoltre, puntare ad una montagna attraente 365 giorni all’anno.

Cultura, arte, eno-gastronomia, impresa, ambiente, turismo verde e bianco; si tratta di componenti di un unico sistema in cui ritrovare la metafora di un buon vivere “slow” di Alta Qualità.   Necessita allungare le  stagioni e  stabilizzare il lavoro nel Turismo diversificando l’offerta turistica ( Circuiti d’arte, Convegni, Turismo scolastico, Turismo terza età).

 

La manutenzione e la valorizzazione del territorio deve passare anche attraverso tasse di scopo e trasferimenti di risorse dalla regione).

 

Valorizzare il territorio vuol dire promuovere una politica anche contro il dissesto idro-geologico. Fenomeno rilevante nella nostra provincia.  Un attento lavoro di monitoraggio e pianificazione degli interventi su frane, corsi d’acqua e rete idrica devono diventare una priorità per la sicurezza delle genti che lo abitano soprattutto nella parte alta della nostra Provincia.

 

A fronte dell’acuirsi di tale situazione guardiamo con grande preoccupazione i mesi a venire e intendiamo farci parte attiva assieme a tutto il partito per discutere una proposta organica e concreta che coinvolga le Istituzioni locali regionali e nazionali, le Associazioni di Categoria, il Sistema del credito, le Parti Sociali, il volontariato affinché si mettano in atto azioni concrete per:

 

-individuare ed estendere nuove e maggiori forme di sostegno alle famiglie rimaste senza lavoro e senza reddito;

 

-Investire risorse nella manutenzione del territorio, nel recupero dei centri storici e nel risanamento dei dissesti idrogeologici;

 

– creare piattaforme logistiche (Belluno – Feltre) per agevolare il trasporto merci con conseguente abbattimento dei costi economici d’impresa e migliore salvaguardia ambientale;

 

– Vanno stimolate le imprese a consorziarsi e ricercare nuovi mercati internazionali, rinnovare i propri processi produttivi, diversificare la gamma dei propri prodotto, ed investire nella qualità produttiva.

 

-avviare percorsi di riqualificazione finalizzati all’inserimento lavorativo;

 

– lavorare per la realizzare accordi  per la creazione e l’ampliamento di offerte formative, che producano occasioni di sostegno individuale finalizzate ad una crescita professionale che consenta la ricollocazione anche in ambiti lavorativi diversi da quelli di provenienza.  Questo tanto più dopo i tristemente noti tagli alla scuola lasciano senza lavoro altri  lavoratori precari, riducono e impoveriscono le occasioni formative che la scuola aveva messo in campo per venire incontro alle esigenze di formazione delle nuove generazioni.

 

-creare sportelli a servizio dei cittadini per far conoscere le opportunità dei Fondi  Interreg, dei progetti finanziati del Gal Alto Bellunese al fine di incentivare il recupero dei centri storici, la nascita di nuova imprenditorialità femminile e tra i giovani, dando loro motivazioni e prospettive di vita in montagna;

 

-vanno favorite, nel rispetto dell’autonomia di ciascun ente locale e della sua storia, le unioni e le fusioni comunali allo scopo di abbattere i costi dei servizi pubblici e di una loro estensione.

 

-nei confronti della Regione Veneto dobbiamo batterci per l’applicazione, non più rinviabile, dell’articolo 15 dello Statuto Veneto che ci consenta di definire in maniera precisa le maggiori risorse che la Regione deve destinare a questo territorio in materia di  politiche transfrontaliere, minoranze linguistiche, governo del territorio, risorse idriche ed energetiche, viabilità e trasporti, sostegno e promozione delle attività economiche, agricoltura e turismo.

 

-nei confronti dello Stato nazionale va rivendicata una fiscalità di vantaggio per le imprese che si insediano in territori montani lontani dalle grandi vie di comunicazione e dai grandi snodi viari, rivedendo alla radice la politica penalizzante dei tagli lineari.

 

Queste sono solo alcune delle priorità presenti in questo territorio e per la risoluzione delle quali il Partito Democratico bellunese deve saper valorizzare le migliori risorse umane ed intellettuali, aprirsi ai nuovi talenti coniugandoli con le migliori esperienze al di la dei singoli schieramenti e delle legittime aree di appartenenza.

 

 

 

 

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