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domenica, Gennaio 17, 2021
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Confartigianato: i bassi indici di rischiosità tengono i tassi a livelli accettabili

In un anno calo del 6,7% del credito all’artigianato, ma tassi tra i migliori d’Italia, insieme a Trento e Bolzano, grazie alla serietà delle imprese. A parità di credito ricevuto, spesi dalle imprese bellunesi 10 milioni di euro in più dei tedeschi.

In un anno il credito all’artigianato è diminuito in Italia del 7,2%, ossia più del doppio del calo registrato dal complesso delle imprese italiane. A rivelarlo è un rapporto Confartigianato, che al Veneto assegna un calo ancora più consistente, pari al 9,8%. Quanto al bellunese, la flessione è di gran lunga minore sia di quella registrata a livello nazionale, sia della media veneta: il calo del credito all’artigianato si ferma, infatti, al 6,7%.

Il problema centrale è l’andamento del costo del danaro. I tassi praticati dalle banche alle imprese italiane sono superiori di ben 109 punti base rispetto a quelli della Germania, di 110 punti base rispetto a quelli francesi e di 80 punti base in confronto alla media dell’eurozona. C’è, poi, da sottolineare che, nell’ultimo anno, i tassi sono scesi in quasi tutta l’Europa, mentre in Italia sono aumentati. I tassi più elevati li pagano gli imprenditori di Crotone (8,21%), mentre è nella provincia autonoma di Bolzano che il denaro costa meno in assoluto (3,91%).

Walter Capraro direttore Uapi

“Il dato confortante per noi – dice Walter Capraro, direttore dell’Unione Artigiani e Piccola Industria – è che il tasso pagato dalle imprese bellunesi è del 4,75%, con un aumento in un anno di 97 punti base. Questo ci avvicina alla posizione di Bolzano, collocandoci a pari merito con Trento, che però nell’ultimo anno ha registrato un incremento di 105 punti base. La ragione di questa situazione che potremmo definire virtuosa non va cercata, però, in qualche benevolo comportamento del sistema bancario, ma piuttosto nella qualità delle imprese bellunesi, che da sempre esprimono i più bassi indici di rischiosità, costringendo quindi gli analisti a riconoscere ai bellunesi una capacità di restituzione del danaro prestato che non può giustificare tassi oltre una certa soglia di decorosità.”

Parte del merito va, invece, anche agli organismi di garanzia come Finimpresa, che è il confidi di riferimento per le imprese di UAPI, che da sempre svolgono il ruolo importante di calmiere delle condizioni bancarie.

Dal rapporto di Confartigianato emerge anche un altro dato significativo relativamente al maggior costo sopportato dalle imprese italiane rispetto alle concorrenti tedesche.

“Lo svantaggio competitivo per le aziende italiane ammonta a complessivi 10,7 miliardi di euro – evidenzia Capraro – ed è Roma a registrare il “gap” maggiore con oltre 3.500 milioni di euro, mentre a Bolzano le imprese pagano il danaro più o meno quanto lo si paga in Germania. Per avere la stessa quantità di credito le imprese bellunesi lasciano invece sul terreno oltre 10 milioni di euro in più rispetto alle aziende tedesche: tutte risorse che sarebbe stato preferibile che fossero investite nell’economia reale. Se volessero davvero dare una mano, già da gennaio le banche dovrebbero rendere disponibile almeno una parte di questi ricavi.”

 

 

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