HomeLettere OpinioniL'appello della Lac di Belluno, Lega abolizione caccia

L’appello della Lac di Belluno, Lega abolizione caccia

La presente locandina è stata accolta con entusiasmo e sensibilità in oltre 50 scuole del Bellunese (unica eccezzione nel comune di Mel dove il preside ha acconsentito all’esposizione della locandina solo all’esterno della scuola dove ha avuto vita breve) e di questo voglio pubblicamente ringraziare i rispettivi presidi e direttori scolastici. Alla luce dell’ennesimo incidente di caccia che è costato lunedì scorso la morte ad un ragazzino di 13 anni già appassionato di doppiette (la stagione venatoria di quest’anno ha fin’ora fatto 3 vittime fra i minori) ucciso da un ex carabiniere in pensione quindi sicuramente di grande esperienza nell’uso delle armi che pure ha sbagliato. Alla luce di simili tragedie quest’ iniziativa non ha solo lo scopo di sensibilizzare i ragazzi al rispetto della vita di tutto ciò che vive (‘Io sono una vita che vuole vivere circondata da altre che vogliono vivere’ Albert Schweizer premio Nobel per la Medicina), ma anche di tutelare la vita di questi ragazzi poichè su una cosa credo possiamo essere tutti d’accordo quel ragazzino di 13 anni, evidentemente mal indirizzato dagli adulti, non ha potuto scegliere. Rivolgo quindi un appello a tutti gli insegnanti, presidi e direttori scolastici. NON FATE ENTRARE I CACCIATORI NELLE SCUOLE come è stato fatto in alcune della sinistra Piave (il motivo per cui il preside di Mel non ha permesso l’esposizione della locandina all’interno avendo,a suo dire, iniziato una collabrazione con la riserva di caccia di Mel) sia pur sotto forma di ‘educazione ambientale’. Ricordo che per tenere pulito un bosco è sufficiente un pò di senso civico e sincero rispetto per la natura che mal si sposa con l’attività venatoria visto che nell’ottobre scorso il TAR Veneto ha bloccato la caccia per motivi legati all’immissione del PIOMBO, i cui danni alla salute sono ampiamente dimostrati, nei nostri prati, orti, boschi. Mi appello infine a tutti i genitori affinchè vigilino in tal senso sull’educazione dei propri figli, in particolare a tutte le madri affinchè dissuadano i loro figli dall’imbracciare strumenti di morte che, nei boschi, vanno a massacrare i figli delle altre madri.

Tamara Panciera – Lac Belluno

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