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sabato, Ottobre 24, 2020
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Vicenda Nis. La replica della Cgil al sindaco: ” l’unica cosa da fare, ma che il sindaco si ostina a non voler fare, è quella di convocare tutte le parti per raggiungere un’intesa”

Abbiamo letto con non poco stupore le dichiarazioni del Sindaco di Belluno Jacopo Massaro in merito alla vicenda NIS. In particolare troviamo sorprendente la dichiarazione per la quale la costituenda società “Alpe del Nevegal” avrebbe tra i propri propositi quello di assumere quasi tutti gli ex dipendenti della Nis quando invece a noi lo stesso amministratore delegato della società ha dichiarato la disponibilità ad assumere non più di 4 o 5 lavoratori dei circa 20 ex dipendenti tra contratti a tempo indeterminato e stagionali. Di più ci è stato detto e ripetuto che l’intenzione è di prendere in affitto gli impianti, ma ipotizzando solo l’apertura della seggiovia e del campo scuola, mentre il parco avventura, il fun bob ed altri impianti correlati sono già in via di dismissione, per solo 6/8 mesi e che pertanto questi 4 o 5 lavoratori sarebbero assunti con un contratto precario a termine. Tutte cose che gli stessi confermano anche nei giornali di oggi. Troviamo pertanto quantomeno curiosa l’affermazione del Sindaco che insiste nel dire che i dipendenti sarebbero stati riassunti alle stesse condizioni precedenti e con lo stesso contratto in ossequio all’odg votato anche da lui stesso nel consiglio comunale del 29 settembre scorso. Per quanto riguarda poi le mensilità pregresse abbiamo dovuto inviare raccomandate e solleciti di pagamento affinché i lavoratori ricevessero dopo parecchi mesi quanto di loro spettanza. A tal proposito troviamo quanto meno incredibile che il Sindaco ancora una volta non sappia che i lavoratori non sono ancora stati saldati delle loro spettanze mancando, oltre ad una parte cospicua delle spettanze correnti, l’indennità sostitutiva per il mancato preavviso in virtù dei licenziamenti comminati a tutti i dipendenti. Condividiamo, poi, le affermazioni del Sindaco quando sostiene che questa situazione ha dell’incredibile. È incredibile, infatti, che amministratori locali di un Comune capoluogo come Belluno non sappiano, pur avendolo spiegato più volte nell’incontro del 24 Settembre scorso, che quando si procede con la risoluzione dei rapporti di lavoro attraverso l’istituto del licenziamento la ovvia conseguenza è l’ impugnazione vista la palese illegittimità dello stesso. Infatti, nel trasferimento di un’attività da una società ad un’altra, per effetto dell’art. 2112 del C.C. e dell’art. 47 della L. 428/90 in recepimento della direttiva della Comunità europea i lavoratori devono transitare con soluzione di continuità mantenendo inalterato il loro rapporto di lavoro, mentre sono stati tutti licenziati. E per non far torto alla civiltà giuridica del diritto del lavoro la si finisca di confondere l’obbligo di procedura con l’obbligo di applicazione dei suddetti dispositivi di legge. Può, quindi, continuare a sorprendersi e a rammaricarsi, ma le leggi dello Stato italiano e le direttive comunitarie valgono per tutti, anche per il Sindaco di Belluno. Infine, possiamo serenamente smentire le dichiarazioni del Sindaco per le quali avremmo minacciato gli imprenditori che vogliono costituire la nuova società. Al contrario, li abbiamo invitati a sollecitare un incontro nel quale oltre a loro e a noi sia presente anche l’amministrazione comunale in quanto proprietaria degli impianti e responsabile di tutta l’operazione. Questo al fine di evitare che eventuali contenziosi ricadano su di loro o sui lavoratori e non per ultimo sui cittadini che rischiano di veder chiusi gli impianti del Nevegal data la dichiarata volontà dell’amministrazione comunale di far fallire la NIS non pagando così nemmeno i creditori e mettendo a rischio altre attività produttive.

Infine, pare che al Sindaco sfugga il senso di tutto ciò. Ci permettiamo di suggerirglielo: rispetto per la dignità di chi fino a ieri senza stipendio ha consentito il proseguo dell’attività e che oggi si ritrova licenziato e senza prospettive credibili.

Ribadiamo, per l’ennesima volta, che l’unica cosa da fare, ma che il Sindaco si ostina a non voler fare, è quella di convocare tutte le parti per raggiungere un’intesa che salvaguardi l’attività, i posti di lavoro e che non faccia pagare a chi non ne porta la responsabilità il prezzo degli errori compiuti da questa amministrazione.

Rimanendo ancora in attesa di convocazione, tanto dovevamo.

P. La Filt-Cgil

Alessandra Fontana – Renato Bressan

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