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Indipendenza del Veneto: verginelle, Renzi, culi rossi e culi bianchi * di Paolo Bampo

Paolo Bampo

L’indipendenza del Veneto è una necessità politica ancor prima di una realtà storica. Nel 1984/1985 iniziai un percorso che avrebbe rivoluzionato il mio pensiero politico. Basta lotta di classe; basta negazione del capitalismo, basta dogmi antiamericani ed altri capisaldi dell’ideologia di sinistra.

Dopo il famoso “sorpasso” elettorale del PCI nei confronti della DC, con grande delusione scoprii che i primi a non credere nella “rivoluzione” erano proprio quegli imbonitori (allora giovani promettenti ed oggi degni rappresentanti della gerontocrazia di sinistra) che negli anni settanta avevano cresciuto noi condizionabili adolescenti, con il latte del ricambio, del rinnovamento e della lotta al sistema.

Il più grande evento rinnovatore che allora io colsi fu però vedere solamente (fu mio il limite?) che i magri culi rossi si erano sostituiti ai grassi culi bianchi negli enti pubblici, nei ministeri ed in altri centri di potere. (ed il tempo mi confermò che avevo ragione sulla pochezza delle azioni “innovative”).

È per questo che guardo a Renzi con scarso coinvolgimento, ma anche con un pizzico di diffidenza.

Storia già vista. Un tempo però almeno si parlava di rinnovare la società, oggi ci si limita a parlare di ringiovanire il PD.

Comunque, dopo il 1984, iniziai a sostituire nel mio vocabolario i termini della sinistra con quelli del federalismo, dell’autonomia provinciale e dell’indipendenza del Veneto.

All’inizio era raro incontrare la classica mosca bianca che ti desse conforto. Oggi invece, molti detrattori di allora, si dichiarano “autonomisti da sempre”. Oggi tutti sono federalisti convinti (?)…e pensare che da certuni di questi “patrioti” io presi solo insulti per le mie “irritanti” posizioni.

Ai tempi della mia conversione, parlare di federalismo era “essere fuori del mondo”, parlare di autonomia era segno di razzismo, parlare di indipendenza era addirittura blasfemo e sovversivo. Oggi solo offensivo.

Calmatevi, però, verginelle che ora vi scandalizzate tanto, entro 10 anni vi renderete conto che non esisterà alternativa all’indipendenza del Veneto, fosse anche in una architettura confederale.

E questo non solo per le dotte motivazioni storiche che potrebbero essere portate da chi ben più di me ne ha i mezzi culturali, ma soprattutto perché la politica ha bisogno di uscire dagli schemi.

Paolo Bampo

 

 

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