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Contributi regionali per le sale cinematografiche

Con un provvedimento approvato dalla giunta regionale su proposta del vicepresidente e assessore alla cultura Marino Zorzato, sono stati definiti per l’anno 2012 le modalità per la presentazione delle domande e i criteri per l’erogazione di contributi per l’ammodernamento delle sale cinematografiche del Veneto. Grazie ad una recente modifica alla normativa, la giunta regionale è stata infatti autorizzata a disporre interventi a sostegno dell’adeguamento tecnologico delle sale cinematografiche e ora è stato aperto un bando annuale in favore di soggetti pubblici e privati che si impegnino a vincolare la destinazione d’uso dell’immobile oggetto dell’intervento a sala cinematografica per un periodo non inferiore a cinque anni. Per quanto riguarda le risorse finanziarie, l’importo che sarà assegnato in contributi ammonta per l’anno in corso a 300.000 euro.

“La Regione – fa rilevare Zorzato – riconosce il sistema del cinema e dell’audiovisivo come strumento di crescita sociale ed economica e ne promuove lo sviluppo e le attività connesse. Per questo è stata approvata nel 2009 una legge (n. 25) che individua fra gli obiettivi da perseguire, lo sviluppo e la razionale distribuzione delle strutture adibite allo spettacolo cinematografico, con una particolare attenzione alle sale collocate nei centri storici e nelle aree urbane svantaggiate, e lo sviluppo dei nuovi sistemi di comunicazione e diffusione dell’audiovisivo”.

Tuttavia la radicale trasformazione delle modalità di realizzazione, riproduzione e rappresentazione di suoni ed immagini, che nell’arco di pochissimo tempo è passata dal formato analogico a quello digitale, ha investito ogni segmento dell’industria dello spettacolo, cinema compreso. Si è determinato un processo irreversibile destinato a escludere nell’arco di breve tempo l’uscita di film in pellicola. “Quello del digitale – aggiunge Zorzato – non rappresenta, in considerazione dell’entità dei costi degli impianti di proiezione, un passaggio facile da sostenere sotto il profilo economico ed espone soprattutto il piccolo esercizio cinematografico e le sale della comunità ecclesiale al rischio di rimanere escluse dalla distribuzione e di compromettere l’esistenza di un importante strumento di promozione culturale con forti legami con il territorio”.

Dai dati raccolti dalla Regione risulta una presenza complessiva di 128 sale, in grado di accogliere oltre 35 mila spettatori, di cui 42 di proprietà della Comunità ecclesiale (ACEC) e 86 sale a carattere industriale (ANEC), così distribuite: in provincia di Belluno 5 sale ANEC con una capienza di 1.454 spettatori; in provincia di Padova 12 sale ACEC (4.235 spettatori) e 21 sale ANEC (4.067 spettatori); in provincia di Rovigo 1 sala ACEC (230 spettatori) e 5 sale ANEC (1.106 spettatori); in provincia di Treviso 1 sala ACEC (346 spettatori) e 17 sale ANEC (3.581 spettatori); in provincia di Venezia 4 sale ACEC (1.542 spettatori) e 14 sale ANEC (3.390 spettatori); in provincia di Verona 10 sale ACEC (3.516 spettatori) e 7 sale ANEC (2.128 spettatori); in provincia di Vicenza 14 sale ACEC (5.487 spettatori) e 17 sale ANEC (4.508 spettatori).

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