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Il Pd vuole allentare i vincoli del patto di stabilità. Massaro doveva partecipare personalmente alla riunione dei sindaci del Veneto. Raffica di critiche al sindaco di Belluno da Claudia Bettiol, Ida Bortoluzzi e Roberto De Moliner

Claudia Bettiol capogruppo Pd

«Non stiamo dicendo ai sindaci di sforare il patto di stabilità! Il Pd vuole allentare i vincoli che ci sono attualmente. E fare in modo, ad esempio, che i Comuni virtuosi possano utilizzare gli avanzi di bilancio, che per il Comune di Belluno ammontano a 1 milione e 900mila euro». A sostenerlo è Claudia Bettiol capogruppo del Pd in consiglio comunale, alla conferenza stampa indetta oggi sul futuro e le strategie del Comune di Belluno, insieme a Roberto De Moliner (Pd) e Ida Bortoluzzi (Udc). Una questione sulla quale l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani), si batte sin dal 2007, e sulla quale aveva individuato proprio negli avanzi di bilancio delle risorse proprie dei comuni, derogabili al patto e quindi immediatamente utilizzabili.  Sull’ipotesi di modificare le regole del patto di stabilità si è parlato ad una riunione regionale alla quale erano presenti i sindaci di Vicenza (centrosinistra), Verona (Lega Nord), Padova (centrosinistra), Treviso (Lega Nord) e Rovigo (centrodestra) e il vicesindaco di Venezia (centrosinistra), alla quale Massaro aveva delegato il consigliere Lucia Olivotto.

«Noi crediamo che in quella riunione dei sindaci dei capoluoghi veneti – ha detto Claudia bettiol – avrebbe dovuto essere presente il sindaco Massaro. Perché era doveroso da parte sua, oltre che rispettoso nei confronti degli altri sindaci veneti. Non so quali siano stati gli impedimenti – aggiunge Claudia Bettiol – in ogni caso c’è un vicesindaco e ci sono degli assessori che avrebbero potuto partecipare. Lì doveva esserci almeno un membro della giunta, dal momento che il consiglio comunale ha funzioni diverse, ovvero di indirizzo e di controllo». Il capogruppo del Pd contesta alla giunta Massaro anche l’inerzia di questi due mesi. «non abbiamo visto le relazioni degli assessori, non sappiamo quali siano le progettualità che intende mettere in campo questa amministrazione. Dov’è la trasparenza, se ancora non sono state pubblicate nel sito né inviate ai consiglieri comunali le delibere di giunta. Che tra l’altro sono soltanto 4, una ogni giunta. Ma anche l’ordinaria amministrazione va fatta con delle delibere! O sono gli uffici che decidono? E nemmeno la questione della cessione di quote della Dolomitibus – conclude Claudia Bettiol – è sul sito né è arrivata notizia ai consiglieri comunali».

Ida Bortoluzzi

Anche Ida Bortoluzzi (Udc) contesta a Massaro la mancata partecipazione alla riunione dei sindaci veneti. «Il tempo dell’opposizione è finito, Massaro ora deve fare il sindaco. Sappiamo tutti che l’art.119 della Costituzione è inattuato (federalismo fiscale) e che i sindaci chiedono di governare. E allora perché Massaro non è andato a dirlo a quella riunione dei sindaci del Veneto? Perché non è andato a fare le sue proposte in quella sede? Qui si rischia di andare a settembre in consiglio comunale e dover ancora intervenire in fretta sul bilancio. Massaro convochi con urgenza un consiglio comunale straordinario e illustri quali sono le linee programmatiche. Cosa ha in mente di fare la giunta Massaro nei prossimi 5 anni? Non si può aspettare che gli eventi ci travolgano – afferma Ida Bortoluzzi – se la provincia di Belluno sarà accorpata, perché non passare con Trento anziché con Treviso?»

Roberto De Moliner (Pd) critica innanzitutto il mancato invio della documentazione ai consiglieri comunali. «Vorremmo sapere quale sarà il futuro della nostra città. Il progetto Fio 2 che congiunge l’agordina alla sinistra Piave è ancora in piedi? El’attraversamento sul Piave a San Pietro in Campo?» De Moliner concorda con Bettiol e Bortoluzzi sul fatto che quel tavolo di lavoro regionale con i sette sindaci veneti sia stata un’occasione perduta per tessere importanti relazioni.

Roberto De Moliner

Sulla questione della cancellazione della provincia De Moliner conclude con una proposta: «Si convochi un consiglio comunale di tutti i comuni bellunesi al palazzetto dello sport per affrontare questo delicato momento. E si faccia vedere che ci siamo e non siamo solo qui a subire le decisioni che vengono dall’alto. Ma lo si faccia subito, perché siamo in forte ritardo».

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