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Lutero, Calvino e lo spread * di Sante Rossetto

Sante Rossetto

Due ombre si aggirano per la vecchia Europa. Sono quelle di Lutero e di Calvino. E continuano a dividere il decrepito continente in due aree con una lunga linea orizzontale che costeggia, grosso modo, le Alpi. Ma non parlano più, il frate agostiniano e l’inflessibile riformatore ginevrino, di Cristo e della dottrina della grazia, ma più banalmente di spread. Perché dalle Alpi in su, là dove hanno dettato la loro dottrina, i conti sembrano, e forse sono, a posto. Là c’è la dottrina del lavoro, del capitalismo protestante, del dovere comune. Sotto, invece, dove regna il cattolicesimo, dove la controriforma ha salvato la Chiesa e la vera dottrina lo spread è fuori controllo.

Spagna, Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia (pur ortodossa) sono travolte dalla eresia. Perché Gli eretici, dopo cinque secoli, sono loro. Non i paesi tedeschi e nordici. Con la Francia, che, come cinque secoli fa, è incerta fra ugonotti e cattolici e ora è sul limite di uno spread che potrebbe schizzare anche per lei.

Beh, e che cosa c’entra la religione, l‘eresia luterana con queste storie di finanza ed economia? E invece qualche cosa possono c’entrare. Se il protestantesimo ha attecchito al nord, dove il lavoro sostituisce la religione, dove il senso sociale è un obbligo morale e non un difetto un motivo ci sarà pure. E non è un caso che a tirare indietro la corda sono i paesi a più forte radicalismo protestante come Finlandia e Olanda. Non è casuale, perché nella storia nulla avviene per caso, se oggi ad essere in affanno è l’area cattolica mediterranea. Dove il più bravo è il più furbo, dove l’individuo prevale sullo Stato. Cioè dove i valori del protestantesimo sono capovolti. Siamo fatti così e andremo ancora avanti così. Siamo ancora avvolti nel mito del genio italiano nel mondo. Ma quale genio! I secoli del rinascimento sono passati da tempo. I furbi sono i peggiori nemici. Di tutti. Specialmente di quelli che devono pagare per loro. Cioè dei più deboli.

A margine di queste osservazioni annoto che un cameriere di religione musulmana si rifiuta di ricevere ordini da una donna. Immagino che a sentire la notizia tutti abbiano sorriso. E hanno fatto male perché bisogna analizzare la vicenda con l’occhio dello storico. Intanto va ricordato che è stato ascoltato e adesso gli ordini li riceve da un uomo. E, dunque, ha vinto lui. E, poi, fra cinquant’anni quando l’Europa sarà ben più islamizzata di adesso? Il nostro musulmano non lo sa, immagino, ma non è molto originale nelle sue richieste. Nel tempio di Delfi, la città sacra dei Greci, era incisa, oltre al celebre “Conosci te stesso”, un’altra scritta non molto nota: “Tieni sottomessa la donna”. Vico parlerebbe di ricorsi storici. Che sia l’inizio di uno di questi?

Sante Rossetto *

* giornalista e scrittore

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