
Il Consiglio dei Ministri, riunito ieri a Palazzo Chigi, ha definito i criteri per il riordino delle province – dimensione territoriale e popolazione residente – previsti dal decreto sulla spending review. In base ai criteri approvati, i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati.
Nell’elenco delle province abolite elaborato dall’Ansa, sulla base dei dati Istat, c’è anche quella di Belluno, benché la nostra provincia si estenda su una superficie di 3.670 chilometri quadrati (quindi superiore alla soglia dei 2.500), ma non soddisfa però al requisito minimo di popolazione (213.474 abitanti nel 2010).
Ecco come verrebbe ridisegnata l’Italia dal 2014:
Veneto: rimarrebbero Venezia Verona e Vicenza. Accorpamento per Rovigo, Belluno, Padova, Treviso.
Liguria: via Savona e Imperia, salve Genova e La Spezia.
Emilia Romagna: sì a Bologna, Parma, Modena e Ferrara; accorpate Reggio Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Piacenza.
Toscana: rimane solo Firenze, via Grosseto, Siena, Arezzo, Lucca, Massa Carrara, Pistoia, Prato, Pisa e Livorno.
Umbria: rimane solo Perugia, salta Terni.
Marche: salve Ancona Pesaro e Urbino, via Ascoli Piceno, Macerata e Fermo.
Lazio: rimarrebbero Roma e Frosinone, accorpate Latina, Rieti e Viterbo.
Abruzzo: salve sia L’Aquila che Chieti.
Molise: rimarrebbe solo Campobasso.
Campania: salve Napoli, Salerno, Caserta e Avellino, fuori solo Benevento.
Basilicata: rimarrebbe Potenza, via Matera.
Puglia:salve Bari, Foggia e Lecce, da accorpare Taranto, Brindisi e Barletta-Andria.
Calabria: salve Cosenza, Reggio Calabria e Catanzaro; da accorpare Crotone e Vibo Valentia.
Sicilia: salve Palermo, Agrigento, Catania e Messina. abolite Caltanissetta Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani.
Sardegna: rimarrà solo la Provincia di Cagliari. Eliminate Olbia Tempio, Medio, Ogliastra, Carbonia, Sassari, Nuoro, Oristano.
Friuli: rimarrebbero Trieste e Udine, accorpate Pordenone e Gorizia.
