
“Era un appuntamento richiesto dal gruppo del PD e che non ha tradito le attese. Sulla delicata questione delle autorizzazioni alla realizzazione di nuove centraline idroelettriche sono emersi importanti approfondimenti ed una serie di impegni da parte dell’assessore Conte. Con queste basi si vada ora avanti spediti per una riforma normativa che ormai non può più essere rinviata”.
Questo il commento del consigliere regionale del PD, Sergio Reolon, al termine della seduta di ieri della 7ma commissione che si occupa di ambiente e tutela del territorio.
“Una discussione che avviene a seguito della presentazione del disegno legge in materia – spiega il primo firmatario Reolon – e che ha portato i suoi frutti. In primo luogo Conte ha promesso di portare a breve in Giunta la delibera per l’individuazione dei siti non idonei alla realizzazione di nuove centraline. Un atto fondamentale soprattutto per la provincia di Belluno dove il 65% del terittorio, tra aree sic e parchi, è soggetto a vincoli ambientali purtroppo più volte disattesi”.
“In secondo luogo – prosegue l’esponente democratico – l’assessore si è impegnato a lavorare per la costituzione di un tavolo con le altre regioni dell’arco alpino con l’obiettivo di promuovere una profonda revisione legislativa in materia. Ricordo che ad oggi vige ancora un regio decreto del 1933 che obbliga, in caso di più domande di realizzazione, a dare precedenza non a quelle che meglio tutelano e rispettano l’ambiente e l’utilizzo equilibrato dell’acqua, bensì a quelle che prevedono la massimizzazione della produzione. Quindi, con questa normativa, è chiaro che viene meno la difesa dei corsi d’acqua: il cambiamento è d’obbligo”.
Infine Reolon sottolinea un terzo obiettivo concordato nel corso della seduta di commissione: “si è convenuto di procedere con la definizione di una norma legislativa regionale che definisca nuove regole e criteri per il via libera alle autorizzazioni delle centraline, anche per non lasciare a sovrintendenza di esprimere un parere solo sulla base di criteri paesaggistici. Un passo avanti per dare certezza alla difesa piena del territorio ma anche per chi vuole realizzare gli interventi, peraltro redditizi solo perché ci sono i contributi pubblici”.
