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Nasce la macroregione alpina, una nuova opportunità anche per il Bellunese * intervento di Irma Visalli

Irma Visalli

Il patto firmato ieri Bad Ragaz, nella valle del Cantone san gallese, dalle regioni italiane (Valle D’Aosta-Lombardia-Piemonte-Veneto-Friuli) , francesi , tedesche, svizzere e austriache che appartengono alle Alpi, istituisce un’unica piattaforma territoriale in cui le Regioni firmatarie lavoreranno, stabilmente e in cooperazione, su questioni strategiche: risorse energetiche, turismo,artigianato , innovazione , accessibilità trasporti. Una piattaforma quindi produttiva oltre che geopolitica. Una grande opportunità, nel solco segnato dalla Convenzione delle Alpi, per la crescita dell’Europa delle Regioni (oltre che degli Stati) e per l’Italia intera che forse potrebbe leggere in questo fatto sia un nuovo modo di relazionarsi all’Europa e indirizzare le tanto attese misure per la crescita del Paese. Ma questo patto assume particolare valore per le province interamente montane/alpine appartenenti alle Regioni a statuto ordinario firmatarie del patto: Verbania per il Piemonte , Sondrio per la Lombardia e Belluno per il Veneto. Il patto, infatti, oltre ad essere un rafforzamento nella direzione dell’autogoverno e della specificità sigla, qualora ce ne fosse bisogno, la nostra appartenenza a una macroregione formidabilmente ricca e composita. Avvalora e illumina la strada sul solo modello di sviluppo socioeconomico e di coesione che può mantenere la montagna abitata e frenare l’emarginazione e lo spopolamento. Inoltre rafforza ulteriormente l’identità “unitaria” delle province appartenenti all’area dolomitica nelle Alpi, creando il contenitore ideale affinchè si consolidino le linee progettuali legate a questa comune appartenenza . Ma , proprio in relazione alle appartenenze, resta ancora poco chiara la definizione dei perimetri territoriali della macroregione, internamente alle Regioni firmatarie. Auspico , per il Veneto ad esempio, che non si introduca in egual misura nella macroregione alpina tutta la regione. Spero vi sia il territorio VERAMENTE alpino perchè, pur certa della assoluta necessità delle relazioni tra area alpina e aree metropolitane contermini , e’ altrettanto importante non si ricreino quelle dinamiche di sistema in cui la compresenza delle aree metropolitane di pianura, anziché garantire uno scambio reciproco, relegano la montagna in un ambito marginale e subalterno. Questo e la costruzione della governance multilivello per l’intera macroarea alpina , (definita così perché, comprendendo più Regioni in più Stati aumentano i livelli decisionali , le arene politiche , i riferimenti normativi e pianificatori) segneranno il proseguo dei lavori delle Regioni firmatarie in Europa. In questo quadro, di certo molto complesso, nasceranno nuove relazioni reticolari tra istituzioni, attori economici e società civili. Per questo penso che il bellunese debba dire la sua , magari cominciando già da dopodomani durante l’incontro degli stati generali della provincia . In questa partita la voce del territorio bellunese deve essere forte , coesa, chiara. E anche la politica può avere oggi una nuova occasione per dare forza a questa nuova opportunità per la montagna e per il bellunese . Insomma, è iniziata una nuova storia. A noi tutti esserne protagonisti.

Irma Visalli – Coordinatore Rete montagna Forum Ambiente – Partito Democratico

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